È il giorno della festa rosa dopo un’attesa di 21 anni

Per la prima volta la città ospita la partenza di una tappa. L’abbraccio di Cassani Corsa contro il tempo per rifare gli asfalti. Premiate le glorie del ciclismo frentano
LANCIANO . È il giorno della festa, del rosa e del tricolore, delle bandiere e dei palloncini, degli asfalti nuovi e della città tirata a lucido. È il giorno delle bici, del Giro che, come dice il ct della nazionale di ciclismo Davide Cassani, non è solo un evento sportivo. «Il Giro va oltre la corsa» spiega Cassani, «ti viene a trovare, abbraccia l’Italia e lascia un sorriso e una speranza a tutti coloro che lo vedono passare». E sono attesi in tanti lungo il tracciato tinto di rosa, di verde, bianco e rosso. Striscioni che arrivano fino alla variante per la città che dopo 21 anni ospita la tappa e, per la prima volta, una partenza. Ciclisti in piazza Plebiscito alle 11.50 per la firma sul podio e poi alle 12 il via sul corso presentoso dove nel rispetto delle norme anti covid si vigilerà sulle distanze, si distribuiranno oltre mille mascherine, ci saranno due igienizzatori che le persone potranno attraversare per sanificare vestiti e oggetti dopo aver misurato la temperatura corporea. A brillare sono anche le vetrine dei negozi con maglie, bici e oggetti del Giro, e gli asfalti nuovi. Ieri mattina operai a lavoro per sistemare l’asfalto all’inizio della pavimentazione monumentale, proprio dove ci sarà l’avvio della gara (che ufficialmente per i tempi partirà sulla SS84, in contrada Santa Croce). Sistemato anche un buco causato dallo sprofondamento di un tombino e dalla rottura di un pezzetto di marciapiede su viale Della Rimembranza: da anni era l’incubo delle auto e dei motociclisti. E poi le transenne, l’area commerciale, il palco montati dai tecnici del Giro sotto la pioggia. Ed è il tempo l’unico nemico che potrebbe rovinare la festa. Che ieri ha animato il teatro Fenaroli. Al mattino nel convegno dedicato al ciclismo, natura e turismo protagonista è stato Cassani. Presenti anche Rocco Marchegiano vice presidente federale, il sindaco Mario Pupillo, Mauro Marrone, presidente regionale, Maurizio Formichetti che ha disegnato le 2 tappe in Abruzzo e l’assessore Davide Caporale. «Si corre e non è poco», esordisce Cassani, «ripartire con il Covid non è semplice. Mi sembra di essere tornato al 1° Giro del 1946 quando si usciva dalla guerra e si tornava con lo sport a sorridere. Anche oggi mi auguro che questo giro che abbraccia l’Italia intera possa lasciare un sorriso, una speranza. In Abruzzo siamo di casa, accolti a braccia aperte, qui c’è grande passione per il ciclismo che passa e si ferma; il primo giorno di riposo è qui. E ne abbiamo approfittato anche per gustare le prelibatezze locali». Poi le premiazioni delle glorie del ciclismo frentano: Gasperino Primomo, Berardino Campitelli, Gino Casalanguida (targa ritirata da un familiare), i fratelli Guglielmo e Ivan De Nobile, Moreno Di Biase, Mario Di Toro, Alessandro e il papà Giuseppe Fantini, i fratelli Luca e Ivano Pizzi e Davide Torosantucci. Un riconoscimento a Luciano Di Bartolomeo, classe 1933 che tre volte a settimana fa 100 chilometri in bici, alle sorelle Cerrone per il gioiello dedicato al giro, al professor Vittorio Spadano.

