È morta anche la bidella di Torricella

23 Marzo 2020

Anna Lucia Paterra aveva 60 anni. Il sindaco: «Il paese è sconvolto, vicini alla famiglia». È il quarto decesso nel Frentano

LANCIANO. Non ci saranno più i sorrisi che dispensava a tutti, i nipotini non avranno più le carezze della nonna: è morta ieri mattina alle 6,40 Anna Lucia Paterra, 60 anni, collaboratrice scolastica di Torricella Peligna. La donna è la quarta vittima del coronavirus nella zona. Era ricoverata da alcuni giorni nel policlinico di Chieti. Appena 12 ore prima si era spento, sempre con il coronavirus, Umberto Cianci, 91 anni, di Roccascalegna, mentre nei giorni scorsi era toccato a Nella Cimini di Paglieta e Mariantonia De Quinque di Casoli. Aumentano i contagi: altre 11 persone ieri in tutta la provincia, mentre è in attesa dei risultati dei tamponi anche il personale del reparro di Medicina dell’ospedale Renzetti che, dopo alcuni casi positivi, come avvenuto per l’Ortopedia ancora chiusa, sarà bonificata.
DOLORE A TORRICELLA. «La triste notizia della morte di Anna Lucia Paterra ha sconvolto tutta la comunità», dice addolorato il sindaco di Torricella Peligna, Carmine Ficca, «alla famiglia vanno le più sentite condoglianze. Purtroppo al dolore si aggiungerà altro dolore perché ci sarà solo la benedizione della salma. È un momento molto difficile». Grande il cordoglio anche nei comuni vicini per Paterra, descritta come donna solare, sempre sorridente, cordiale, ben voluta. È la quarta vittima con il coronavirus. A Torricella, poi, c’è apprensione per un altro caso, il secondo dopo la Paterra. Stesso numero di casi anche a Castel Frentano e Mozzagrogna. Tre sono ad Atessa, uno a Palena, Santa Maria Imbaro, Fossacesia, Frisa, Treglio e Montazzoli e dieci a Lanciano.
L’OSPEDALE RENZETTI. In città è l’ospedale Renzetti il principale contenitore di casi positivi al Covid-19. Dopo i problemi in Ortopedia, con 9 pazienti contagiati - di cui due deceduti - e personale in quarantena, a tremare è il reparto di Medicina con due medici positivi al coronavirus e 5 infermieri malati, in attesa del risultato dei tamponi, fatti anche ai colleghi. Ma, visto che il personale ha purtroppo lavorato senza le protezioni adeguate, che mancano in tutta la Asl, i sindacati hanno chiesto che si facciano tamponi a tappeto. E al Renzetti i tamponi sono davvero una necessità visto che molti medici e operatori socio sanitari si sono spostati in più unità, anche le due dove si sono verificati più contagi, e devono poter continuare a lavorare in serenità. Arriveranno le mascherine, visto che la Regione ne ha acquistato un milione, 700.000 saranno disponibili tra quattro giorni. Ma mancano anche camici, occhiali, gel disinfettanti: ad oggi si conta una decina di medici e infermieri in quarantena. Per quanto riguarda l’Ortopedia, dove c’è stata una vera epidemia, la Asl avverte che non riaprirà oggi; anche se bonificata, bisogna fare la conta del personale. Per quanto riguarda Medicina invece sarà bonificata, come prevedono i protocolli.
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