È morto il decano dei traboccanti
Masino Verì si è spento a 91 anni: era il fanciullo descritto dal Vate
ROCCA SAN GIOVANNI. Si è spento ieri, all’età di 91 anni, Tommaso Verì, conosciuto da tutti come Masino, componente di una storica famiglia di traboccanti e uno dei più tenaci residenti e figli della costa frentana nel tenere in vita le celebri macchine da pesca tanto decantate da D’Annunzio nelle sue opere.
Era Masino il “fanciullo seminudo agile come un gatto, bruno come un bronzo ricco d'oro...con i suoi occhi acuti d'uccel di rapina” di cui scrisse il Vate.
Masino era considerato il “custode” dei trabocchi per antonomasia. Assieme ai fratelli Tonino, Ernesto e Giovanni è stato colui che più di tutti nella zona ha tenuto fede alla tradizione delle caratteristiche palafitte di legno di acacia, a metà strada tra la terra e il mare.
Masino ha praticamente vissuto sul trabocco Punta Cavalluccio - che conta oggi oltre 100 anni ed è gestito dal nipote Tommaso - curando e restaurando la struttura con passione e continuando a crederci nel tempo anche quando, negli anni Settanta era stato ordinato l’abbattimento di tutti i trabocchi da parte della Capitaneria di porto, dopo ogni mareggiata e in ogni crisi economica nel corso di quattro generazioni di storia dei trabocchi.
Tanti i messaggi di cordoglio giunti alla famiglia del traboccante.
I funerali di Tommaso Verì si svolgono oggi, con inizio alle 16, nella chiesa parrocchiale di San Matteo apostolo a Rocca San Giovanni. (d.d.l.)
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