È morto Serafini, addio all’imprenditore cavaliere

Una vita dedicata alle aziende e al commercio: se n’è andato all’età di 83 anni Rappresentò l’Abruzzo al Principato di Monaco, rifiutò sempre di fare politica
CHIETI. Avrebbe potuto raccontare delle cene di gala a Montecarlo, degli incontri con Luca Cordero di Montezemolo o con altri personaggi dell’imprenditoria e delle massime istituzioni italiane ed europee. Ma delle sue frequentazioni extra-teatine poco si è saputo in città, perché al cavaliere ufficiale Giuseppe Serafini non piaceva stare sotto i riflettori, preferiva lavorare in silenzio per le sue tante aziende. Il cavaliere ufficiale si è spento ieri a 83 anni dopo una lunga malattia, combattuta con la tenacia che sempre lo ha caratterizzato. Lascia l’adorata moglie Elena Galliani e i tre figli, Roberta e Marina, entrambe insegnanti, e Angelo, direttore di banca.
Con lui se ne va un pezzo di imprenditoria che ha segnato la storia del territorio. Proprio per le sue tante attività, Serafini aveva ricevuto l’onorificenza di cavaliere ufficiale della Repubblica e per molti anni è stato delegato dalla Presidenza della Repubblica a rappresentare gli insigniti delle onorificenze cavalleresche. A questo titolo rappresentò l’Abruzzo al Principato di Monaco e in Europa. Ogni anno partiva per Montecarlo, con la scorta dello Stato italiano fino a Ventimiglia e poi con quella dello stato monegasco. Di qui le frequentazioni con personaggi del jet set e la passione per i viaggi, soprattutto le lunghe crociere.
La storia imprenditoriale di Serafini parte quando subentra al suocero nella gestione delle imprese Galliani. Ha realizzato, in partnership con grandi imprese di costruzioni, edilizia civile e industriale. L’impresa Galliani si occupava delle forniture per l’edilizia di cristalli, materiali in acciaio e vetreria residenziale e industriale. C’è un’intera area del tribunale teatino chiamata, proprio in onore dell’impresa, “ala Galliani” ed è la parte che in precedenza ospitava una sede della società. Le aziende del gruppo hanno realizzato anche l’Enichem di Bussi, la Siv di San Salvo, il Grand Hotel Paradiso Aremogna a Roccaraso, hotel che poi la famiglia ha posseduto in modo esclusivo. La galassia Galliani è arrivata a contare tantissimi dipendenti che formavano una vera e propria famiglia. Serafini gestiva anche attività commerciali. I teatini ricordano ancora la vetreria Galliani e il negozio di articoli da regalo Le Cadeau, in corso Marrucino, gestito dalla signora Elena con gusto e raffinatezza. Serafini ha fatto anche parte della Camera di commercio ed ha fondato l’Upi, l’Unione proprietari immobiliari. L’unico settore a cui non si è mai avvicinato è la politica attiva, nonostante fioccassero le proposte. «A noi figli ha dato molto», dice Angelo Serafini, «ci ha insegnato anche che il lavoro e il successo vanno di pari passo con impegno e modestia. Le cose si fanno per piacere personale e non tanto per gli altri». Tutta un’altra mentalità rispetto all’epoca odierna dei selfie. I funerali si svolgono oggi alle 15 alla Trinità.

