«È salita sul bus coperta di sangue»
L’autista che l’ha soccorsa: mi sono spaventato e ho chiamato il 118
CHIETI. «L’autobus era vuoto quando alla fermata dopo la stazione, su viale Croce, è salita la ragazza. Era tutta piena di sangue e, a vederla così, mi sono spaventato molto». Nicola Grifone è l’autista della Panoramica in servizio domenica mattina sulla linea 1. Sono le 6 e 50 quando sale a bordo la passeggera coperta di sangue. «L’autobus era vuoto e io ho subito pensato che la ragazza avesse avuto un incidente d’auto per presentarsi in quello stato», riferisce ancora l’autista. Lui le chiede subito cosa le fosse accaduto ma si accorge che lei non parla bene l’italiano. «Diceva solo che voleva andare a casa a Montesilvano». Ma anziché indicarle la via di casa, l’autista chiama carabinieri e 118, evitando in questo modo l’aggravarsi delle sue condizioni. L’autobus percorre viale Croce e gira su via dei Vestini, stoppandosi alla prima fermata utile, quella fra l’università d’Annunzio e l’ospedale: qui il 118 prende in carico la ragazza. «Era salita a bordo senza giacca e aveva il viso coperto di sangue e anche le braccia nude», dice l’autista, «aveva lunghi capelli tra il rosso e il castano, una maglietta leggera, un paio di fuseaux attillati e delle scarpe sportive. Sembrava a tutti gli effetti una ragazza straniera, anche se, da qualche particolare mi sono accorto che si trattava di un transessuale. Una volta che mi sono assicurato che la passeggera fosse in mano sicure, ho dovuto cambiare il mezzo che era tutto sporco di sangue. Non potevo far salire i passeggeri su quell’autobus», conclude l’autista. (a.i.)
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