È scontro sulla villa da intitolare a D’Amico

7 Aprile 2015

Castel Frentano, la minoranza boccia la giunta: fu segretario del Fascio e lì c’è il monumento ai Caduti

CASTEL FRENTANO. È polemica sulla decisione da parte della giunta comunale di intitolare la villa comunale al senatore Errico D’Amico nato a Castel Frentano nel 1911 e morto a Lanciano nel 1985. I consiglieri comunali di minoranza della lista La Svolta, Nadia Carosella e Marco Castillenti, hanno presentato una mozione affinché la proposta venga ritirata. Il gruppo è affiancato in questa iniziativa dal Pd. Per i firmatari della mozione «bisogna dare importanza anche al ruolo che D’Amico rivestì durante il periodo fascista: fu segretario politico del Fascio di combattimento di Castel Frentano». Il gruppo La Svolta fa notare come nella Villa ci sia il monumento ai caduti di tutte le guerre e obietta sul fatto che nella biografia del senatore non sia stato omesso il suo ruolo durante il periodo fascista. «Non è corretto produrre documenti lacunosi e poco trasparenti. Pensiamo», concludono i due consiglieri di minoranza, «che non sia giusto intitolare la villa comunale a un personaggio contrapposto ai valori che il monumento ai caduti vuole trasmetterci».

D’Amico si formò nelle file dell’Azione cattolica di cui fu dirigente diocesano. Insegnante elementare, costituì a Lanciano l’Ente morale per la protezione del fanciullo. A Lanciano fu consigliere comunale, assessore e sindaco per dieci anni. Fu eletto senatore, nel collegio Lanciano-Vasto, dal 1976 al 1983. «Abbiamo inviato, come prescrive la legge» afferma il sindaco Gabriele D’Angelo, «la documentazione alla prefettura compresa la mozione della Svolta così come tutti i meriti ottenuti dal senatore. D’Amico», conclude D’Angelo «dopo la caduta del Regime non fu esiliato perché le inchieste disposte non rilevarono soprusi o irregolarità di sorta ma comportamenti improntati a senso di equità sociale e rispetto per la popolazione».

Matteo Del Nobile

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