«È una grave perdita per tutti noi»

6 Febbraio 2022

Il ricordo dei colleghi di lavoro di Tua. Era stato arbitro di calcio e guardalinee in D

LANCIANO . La Lanciano dello sport, e non solo, è in lutto per la scomparsa di Fabio Oggioni, ex arbitro, preparatore atletico e analista tattico calcistico. Sono in tantissimi a ricordarlo durante una corsa di allenamento, sui campi da calcio e da basket, in palestra. Ma Fabio, che avrebbe compiuto 53 anni a maggio, era soprattutto un ragazzo buono, educato, disponibile e gran lavoratore. Era dipendente Tua dal 2004: prima come impiegato amministrativo, poi due anni fa era stato trasferito a Pescara nel settore magazzino e lo scorso novembre era tornato a Lanciano con una nuova mansione.
«È una grave perdita, sia dal lato umano che lavorativo», dice Enrico Dolfi, direttore della Divisione ferroviaria di Tua, dove Oggioni stava lavorando, «mi era stato evidenziato che aveva desiderio di tornare a Lanciano ed io senza conoscerlo, ma me ne avevano parlato bene parecchie persone, l’ho fatto riavvicinare. Si occupava dei sistemi di sicurezza e si era subito rivelato un ottimo elemento. Poi era rispettoso, educato, mi avvertiva anche se portava 5 minuti di ritardo. Qualità rare nell’ambiente pubblico. La notizia della sua scomparsa è stata accolta con grande cordoglio da parte di tutti». Per Oggioni anche lo sport era un lavoro, oltre che una grande passione: è stato arbitro, allenatore, istruttore, preparatore atletico e, in ultimo, match analyst.
«Apprendiamo con dolore della scomparsa del caro Fabio Oggioni, ex associato e grande uomo di sport», è il cordoglio della sezione lancianese dell’Associazione italiana arbitri, espresso attraverso il presidente Igor Yury Paolucci e tutti gli associati. «Fabio era un figlio per me», dice Walter Di Gregorio, «era diventato arbitro all’inizio degli anni ’90 quando ero presidente di sezione. Poi è stato guardalinee in serie D ed è entrato nel gruppo dirigente sezionale occupandosi della preparazione atletica. Aveva lasciato l’associazione subito dopo il mio avvicendamento alla presidenza, ma eravamo rimasti legatissimi. Era un eccellente preparatore atletico, disponibile verso gli altri. Spesso quando qualcuno dei nostri arbitri aveva difficoltà, lui lo aiutava a migliorare la tecnica di corsa, a capire qual era il programma di allenamento migliore. Recentemente si era abilitato come analista tattico, portando avanti così la sua passione per il calcio».
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