Comunicato Stampa: CRV - Consiglio Veneto, iniziato esame manovra di bilancio: via libera alla legge di Stabilità

31 Marzo 2026

Consiglio Veneto, iniziato l’esame della manovra di bilancio regionale: via libera alla legge di Stabilità

Il Consiglio Veneto ha approvato oggi, con 29 voti favorevoli e 17 contrari, il disegno di legge n. 44 rubricato “Legge di stabilità regionale 2026”, la prima delle proposte legislative di iniziativa della Giunta che compongono la manovra di bilancio, assieme alla n. 43 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2026” - il cui esame inizierà domani - e alla n. 45 “Bilancio di previsione 2026-2028”, illustrate in Aula dal presidente della Prima commissione, Andrea Tomaello (Stefani Presidente), correlatore, il vicepresidente della stessa Commissione, Paolo Galeano (Partito Democratico). 
Il presidente Tomaello, nel corso dell’illustrazione delle tre iniziative legislative, ha ricordato che la legge di Stabilità autorizza, per il 2026, il rifinanziamento di 59 leggi di spesa regionali, escluse quelle obbligatorie e continuative. Il Collegato comprende dodici articoli finalizzati a innovare l’ordinamento regionale sulla base delle indicazioni del Defr 2026-28: a titolo esemplificativo, l’istituzione del fondo regionale per le politiche della montagna da 1 milione di euro, per promuovere salvaguardia, valorizzazione e sviluppo economico-sociale dei territori montani; il Basket bond da quasi 6 milioni di euro per favorire l’accesso al mercato dei capitali delle piccole e medie imprese venete; l’investimento da 5 milioni di euro della Regione per il Data center, a sostegno dello sviluppo delle infrastrutture digitali; 12 milioni di euro per coprire i maggiori oneri derivanti dall’applicazione del rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro della cooperazione sociale al personale delle medicine di gruppo integrato e per favorire lo sviluppo delle cure primarie; 30 milioni per tutelare l’erogazione dei Lea nelle aree montane; 3 milioni di euro per finanziare interventi di acquisto e installazione delle nuove tecnologie. Presentato, infine, il Bilancio di previsione 2026-28, che ha un valore di quasi di 19 miliardi di euro, per il 70% legato alla sanità. Sono stati previsti, inoltre, investimenti in materia di sicurezza stradale, salvaguardia idrogeologica e delle coste venete. Nel bilancio trovano collocazione anche le risorse destinate alla compartecipazione dei fondi europei. “Non sono previste, come è già stato detto anche dal Presidente Stefani, maggiorazioni all’addizionale Irpef, lo stesso per quanto riguarda l’Irap”, ha concluso Tomaello.
“Dopo aver affrontato il Defr - ha sottolineato il vicepresidente Galeano - arriviamo al vedo, perché stiamo passando dall’analisi delle intenzioni a quella delle scelte concrete: come ha detto anche il Presidente, Alberto Stefani, la realizzazione della visione e l’attuazione delle politiche passa necessariamente attraverso l’allocazione delle risorse, e del Presidente Stefani avevamo apprezzato l’approccio iniziale all’insegna di una certa discontinuità: le persone al centro, il metodo della partecipazione, un cambio di approccio che avevamo apprezzato, e ci sarà la nostra disponibilità quando il Presidente Stefani esprimerà le proprie idee, laddove dia la misura concreta di voler affrontare davvero e seriamente questa difficile contingenza. Al termine delle Olimpiadi, il Presidente del Consiglio regionale, Luca Zaia, aveva dichiarato “Adesso avanti subito, a spron battuto, con le estive del 2036” e noi avevamo apprezzato quanto detto dal presidente Stefani, che aveva invitato alla prudenza: a noi piace questa linea, una linea che non ferma il progresso, ma che affronta con consapevolezza le difficoltà e le criticità profonde del presente. I numeri contenuti nelle proposte legislative sottoposte al Consiglio restituiscono una certa delusione: forse la marcia diversa non è stata ingranata, e siamo passati dalle aspettative di cambiamento ai fatti che invece raccontano di un certo immobilismo e di una sicura mancanza di coraggio. In questo momento non avere coraggio, concretezza, iniziative, tempestività, significa essere scollegati dal quadro congiunturale. Il “documento ponte” prospettato in sede di Defr, tra un’eredità e la prospettiva futura, in questa sede, la prospettiva futura non si capisce bene qual è: il futuro è tracciato, ma l’orizzonte rimane una chimera, e quindi l’altro lato del ponte manca. La scelta di applicare o non applicare l’addizionale Irpef non rappresenta solo l’aggiungere o il togliere una tassa, ma interpretare una sfida per il futuro del Veneto. Ecco perché riteniamo che questa manovra sia insoddisfacente e incapace di indicare sin da subito l’orizzonte politico reale verso il quale la nuova amministrazione guidata dal Presidente Stefani intende muoversi”. 
“Noi stiamo tendendo la mano - ha concluso Galeano - e credo che tutti i veneti sarebbero contenti di vederci insieme lungo questa strada e di poter raccontare questo primato del Consiglio regionale, perché ce n’è davvero bisogno”.
“Il Veneto tiene - ha sottolineato la capogruppo Rossella Cendron (Le Civiche Venete) - ma fatica a crescere, e ce lo dicono le imprese, gli artigiani, i commercianti, di fronte ai problemi legati ai costi energetici, alla burocrazia, alla difficoltà di trovare lavoratori; questo bilancio garantisce l’ordinario, ma non costruisce futuro, con particolare riferimento a due temi, la transizione energetica e la sicurezza idrogeologica, che gravano soprattutto sugli enti territoriali più piccoli, che rischiano di essere lasciati soli”.
“Siamo fermi da vent’anni: mentre il mondo raddoppia il Pil - ha evidenziato il capogruppo Carlo Cunegato (Alleanza Verdi e Sinistra) - il Veneto è rimasto fermo: gli altri corrono, noi siamo immobili, e osservando, ad esempio, alcuni dati relativi al Pil del Friuli-Venezia Giulia, non crediamo che l’autonomia sia la risposta. Dopo vent’anni di deflazione salariale, rischiamo di arrenderci all’impoverimento: di fronte a questa situazione, il bilancio non ha coraggio e non osa”. In un secondo momento, è intervenuta la collega Elena Ostanel, che ha auspicato, tra l’altro, un approfondimento da parte del Consiglio sul tema della Pedemontana.
“Il Veneto, dal 2001 al 2015 - ha affermato il capogruppo Alessio Morosin (Liga Veneta Repubblica) - ha dato oltre 253 miliardi di euro di residuo fiscale, quel “di più” che paghiamo, per ragioni di solidarietà, al Governo centrale per le sue esigenze. Serve una scelta importante: se a Roma non vogliono darci l’autonomia, l’alternativa costituzionale è la fusione tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia, una risposta pragmatica a problemi reali che andrebbe preceduta da un confronto tra i due parlamenti regionali, verso un traguardo che avrà ricadute decisive per la nostra storia”.
La consigliera Chiara Luisetto (Pd) ha posto l’accento su alcuni elementi problematici contenuti nel Collegato: “Le risorse per le medicine di gruppo integrate; la carenza di personale medico, una questione nazionale che in Veneto assume dimensioni preoccupanti; il procrastinare la soluzione relativa agli Ats, gli ambiti territoriali sociali”. In una seconda fase, il consigliere Gianpaolo Trevisi (Pd), ha ulteriormente approfondito i temi legati al mondo dell’assistenza, mentre il collega Jonatan Montanariello ha affrontato quelli legati ai riflessi sociali della congiuntura economica e alle carenze infrastrutturali. 
Di seguito, sono intervenuti anche il capogruppo Nicolò Maria Rocco (Riformisti Veneti in Azione), che ha impostato l’intervento partendo “dal rifiuto di ragionare sul tema dell’addizionale regionale Irpef, nata come imposta federalista”, giudicando nel complesso la manovra “con un’anima, ma ancora timida”. 
Il capogruppo Riccardo Szumski (Resistere Veneto) è tornato sul tema della “costituente per l’autogoverno, per individuare soluzioni destinate a riportare in Veneto le risorse regionali”, mentre il capogruppo del Partito Democratico, Giovanni Manildo, ha affermato che “dinanzi alla formula del tax free, come opposizione ci assumeremo un ruolo per collaborare all’azione coraggiosa di cui c’è bisogno, nella convinzione che ci sia ancora lo spazio per poterlo fare”.
“L’impianto di base del passato è stato conservato - così il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Flavio Baldan - senza agire su risorse o su tagli di spesa”, tema ripreso, con sfumature diverse, anche dal consigliere Alessandro Del Bianco (Pd), che ha sottolineato “la scelta ideologica, ormai insostenibile, di non toccare la tassazione” e che è intervenuto, successivamente, “sulle risorse messe a disposizione per la sanità di montagna e altri servizi”, tema sul quale ha interloquito con gli assessori Dario Bond e Filippo Giacinti, mentre l’esponente dem Antonio Marco Dalla Pozza, nel corso del proprio intervento, ha interloquito con il Presidente dell’assemblea legislativa, Luca Zaia, sul percorso formale e politico che ha portato all’esercizio provvisorio, argomento affrontato, tra gli altri, anche dalla consigliera del Pd, Monica Sambo. Il consigliere Jacopo Maltauro (Forza Italia) ha sottolineato come, nelle proposte legate alla manovra di bilancio, “le scelte ci sono,parlanochiaro, sono precise e rispondono alla visione di quelle centinaia di migliaia di veneti che hanno confermato la bontà del buon governo del centrodestra in Veneto”, aspetto sul quale la consigliera Anna Maria Bigon (Pd) ha sottolineato che “nel bilancio mancano le scelte coraggiose, che avrebbero potuto portare a investimenti maggiori su invecchiamento e natalità”. Di seguito, l’Aula ha affrontato la manovra emendativa fino alla votazione finale.

La responsabilità editoriale e i contenuti di cui al presente comunicato stampa sono a cura di CONSIGLIO REGIONALE VENETO