Comunicato Stampa: Istituzione ambulatori che assistano persone che lamentano effetti avversi post vaccinazione

5 Marzo 2026


(Arv) Venezia, 5 marzo 2026

Oggi, presso la sala Stampa ‘Oriana Fallaci’ di palazzo Ferro Fini, i consiglieri regionali Riccardo Szumski e Davide Lovat (Resistere Veneto) hanno presentato la Mozione n. 4, depositata dal Gruppo in data 8 gennaio 2026, ‘Istituzione di ambulatori del Servizio Sanitario Nazionale dedicati al censimento, alla diagnosi, alla verifica e all’accompagnamento delle persone che lamentano effetti avversi post vaccinazione anti-Covid-19’.


Per Riccardo Szumski “è doveroso tenere alta l’attenzione su questa Mozione che chiede l’istituzione, presso tutte le Ulss del Veneto, di ambulatori dedicati al censimento, alla diagnosi, alla verifica e all’accompagnamento delle persone che lamentano effetti avversi post vaccinazione anti-Covid-19. Su questo fronte siamo già in ritardo, ma dobbiamo cercare di rimediare. Sta ormai emergendo una vasta documentazione sugli effetti avversi dei vaccini anti Covid: durante la campagna vaccinale, la gente è stata obbligata ad assumersi una responsabilità firmando un semplice consenso informato. Dati alla mano, si sono registrati 5.070 eventi avversi gravi ogni 100.000 dosi somministrate, 465 volte in percentuale più elevata rispetto a quanto riportato dall’Aifa. Noi vogliamo dare risposte e rendere giustizia a quelle persone che sono state danneggiate eseguendo un obbligo. E non stiamo parlando di semplici ansie, ma di vere e proprie patologie. La nostra è una battaglia di giustizia e di verità nei confronti di persone che hanno visto le proprie vite cambiare in peggio: non le lasceremo sole.”

Per Szumski e Lovat “una Regione che ha fatto dell'eccellenza sanitaria e della prossimità al cittadino un tratto distintivo non può ignorare una domanda crescente di tutela proveniente da persone che si dichiarano danneggiate a seguito di un atto sanitario promosso e raccomandato dalle istituzioni pubbliche.”


Davide Lovat ha spiegato che “tutti i farmaci presentano delle controindicazioni: fisiologicamente, c’è sempre una percentuale di popolazione che può aver subito dei danni, e questo deve valere anche per i vaccini anti Covid. Purtroppo, gli animi si sono esacerbati durante la pandemia e c'è una tendenza, da parte delle istituzioni, a rifiutare anche la normalità, pretendendo che i vaccini anti Covid 19 fossero gli unici a essere immuni da effetti avversi: ciò è antiscientifico. Noi
vogliamo dare ascolto a quei cittadini che soffrono, che hanno delle patologie conclamate e che, fino a questo momento, stanno trovando un atteggiamento negazionista da parte delle istituzioni, destituito appunto da ogni approccio scientifico.”

“Tengo a chiarire una cosa – ha aggiunto Lovat - Qui non c'è nessun ‘No Vax’, nessuno antiscientifico. Ma ci sono persone che il vaccino lo hanno fatto e noi chiediamo solo che ci sia un approccio scientifico e medico nei confronti di questi cittadini che si sono fidati e che, purtroppo, sono stati sfortunati e che ora stanno vivendo male.”

È stata poi sollevata la questione del Geen pass. “Personalmente – ha osservato Davide Lovat - non l'ho mai accettato, l'ho contestato pubblicamente, perché ho sempre separato l'aspetto sanitario da quello prettamente politico. E il Green pass era una misura sociopolitica. Credo che ammettere di sottoporre i diritti costituzionali a un permesso governativo su una situazione emergenziale sia quantomeno discutibile. Dobbiamo far sì che le istituzioni siano pronte anche ad affrontare argomenti scomodi, perché solo così si potrà dimostrare di essere comunque parte della stessa comunità e che non ci sono alcuni che si sentano esclusi. Per questo, vogliamo portare avanti un processo di pacificazione che porti, in futuro, ad affrontare meglio le emergenze, nel pieno rispetto dei principi costituzionali.”

Lovat si è infine appellato “alle altre Forze politiche affinché non ci siano preclusioni preconcette sul tema, ma un ascolto condiviso dei cittadini veneti, senza paura di affrontare la verità.”

Sono state quindi portate alcune testimonianze di persone che lamentano di essere state danneggiate dalla vaccinazione anti Covid 19.

Carmen Amadio, vicepresidente dell'associazione, a -partitica, a- politica, ‘Persone in Cammino’, che aiuta, anche economicamente, e si fa portavoce delle istanze “delle persone danneggiate, che chiedono ascolto, rispetto e risposte concrete. Vogliamo l’apertura di ambulatori dedicati a quanti lamentano effetti avversi post vaccinazione anti-Covid-19 e il riconoscimento ufficiale del danno da vaccino da parte del Servizio Sanitario Nazionale. Questo, per tutelare le persone, impedire aggravamenti e aiutare il Servizio Sanitario Nazionale stesso a intervenire, in futuro, in modo organizzato, trasparente ed efficace. La salute non può essere una battaglia individuale, ma deve prevedere una responsabilità condivisa. Siamo tanti, troppi, stanchi di essere lasciati soli.”

Michele Pavan, infermiere, ha denunciato di “essere stato male dopo la vaccinazione anti Covid, accusando una neuropatia delle piccole fibre che non mi è mai stata riconosciuta. E, a distanza di cinque anni, devo ancora essere preso in carico da un cardiologo. Ricordo che ci sono persone che, per lavorare, hanno dovuto vaccinarsi e poi sono state male; ora, non riescono più a svolgere il proprio lavoro o lo hanno addirittura perso. Credo che sia doveroso aiutarle, ma con azioni concrete, che prevedano anche ristori economici, visto che le cure, spesso, richiedono spese ingenti.”
La Mozione presentata ha l’obiettivo di impegnare la Giunta regionale: ad istituire con urgenza, nell'ambito del Servizio Sanitario Nazionale, e a totale carico dello stesso, ambulatori specialistici regionali dedicati alla presa in carico delle persone che lamentano effetti avversi post vaccinazione anti-Covid-19; a garantire che tali ambulatori svolgano attività di: censimento sistematico dei casi, valutazione clinica e diagnostica multidisciplinare, verifica della possibile correlazione tra vaccinazione ed eventi avversi, accompagnamento terapeutico, riabilitativo e di follow-up; a integrare l'attività degli ambulatori con i sistemi di farmacovigilanza regionali e nazionali, assicurando completezza, accuratezza e tempestività delle segnalazioni; a definire Protocolli clinici regionali uniformi, fondati sulla letteratura scientifica internazionale e soggetti a periodico aggiornamento; a informare in modo chiaro e trasparente la cittadinanza, i medici di medicina generale e i professionisti sanitari circa l'esistenza degli ambulatori e le modalità di accesso; a riferire periodicamente al Consiglio regionale sugli esiti dell'attività svolta, sull'andamento dei casi presi in carico e sulle eventuali criticità riscontrate.

Il provvedimento parte dall’articolo 32 della Costituzione, che sancisce come la tutela della salute sia un diritto fondamentale dell'individuo e un interesse della collettività, e muove dal fatto che, nell'ambito della campagna vaccinale anti-Covid-19, promossa quale misura straordinaria di sanità pubblica, una parte di cittadini riferisce l'insorgenza di eventi avversi e condizioni patologiche persistenti temporalmente successive alla vaccinazione.

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