Comunicato Stampa: Minacce a giovane cronista vicentino

16 Febbraio 2026


(Arv) Venezia, 16 febbraio 2026

“Le minacce rivolte ad Adriano Cappellari, collaboratore del Giornale di Vicenza e de L’Altopiano, sono un fatto grave. Quando si tenta di intimidire un cronista per ciò che scrive, non si colpisce solo una persona, ma il diritto dei cittadini a essere informati in modo libero e trasparente. E noi non possiamo permetterlo: ad Adriano va tutta la mia solidarietà, la mia vicinanza e l’incoraggiamento a non arretrare di un passo”. Lo dichiara il Presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, intervenendo in merito alle lettere anonime e ai messaggi intimidatori che - secondo quanto riportato dagli organi di stampa - da mesi prendono di mira il giovane cronista vicentino, fino alla recente missiva recapitata a don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano, nella quale si intimerebbe di “farlo smettere di scrivere”. Nelle stesse comunicazioni sarebbero citate anche la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e lo stesso sacerdote.
“Adriano Cappellari è un ventenne appassionato di giornalismo. È un collaboratore molto giovane, ma non per questo meno serio o autorevole. Anzi, rappresenta l’esempio di una nuova generazione che sceglie di informare con responsabilità e con la schiena dritta, senza arretrare davanti alle difficoltà. Il coraggio civile non ha età: conta la coerenza, conta il rispetto dei fatti, conta la dedizione verso i lettori” aggiunge il Presidente Zaia, che esprime, inoltre, apprezzamento per l’azione istituzionale avviata: “Un ringraziamento al Prefetto di Napoli, Michele di Bari, già Prefetto di Venezia, per la tempestiva attenzione e per il coordinamento delle forze dell’ordine disposto a tutela delle persone coinvolte. La fiducia nelle istituzioni si costruisce anche così, con una risposta pronta e responsabile”.
“Il Consiglio regionale del Veneto rinnova la propria vicinanza ad Adriano Cappellari, alla sua famiglia e alle redazioni coinvolte. Difendere chi informa significa rafforzare la qualità della nostra democrazia e la coesione della comunità”, conclude Zaia.

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