Comunicato Stampa: Violenza di genere. Approvata in Consiglio regionale la relazione dell’osservatorio.

(Arv) Venezia, 30 giugno 2026
“Chi nega il femminicidio, o vorrebbe cancellare questa parola dal nostro linguaggio civile, abbia almeno il coraggio di andare davanti ai familiari delle vittime, davanti ai loro figli, magari ancora bambini, e dire loro che tutto questo non esiste. Li guardi negli occhi e provi a spiegare che la morte della loro madre, uccisa perché donna, sarebbe solo un fatto di cronaca come un altro”.
Lo dichiara il Presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, intervenendo al termine della discussione odierna in Aula, durante la quale il Consiglio regionale ha approvato la Relazione sull’attività svolta nel 2025 dall’Osservatorio regionale sulla violenza contro le donne.
“Il femminicidio è una parola nata per descrivere una realtà precisa: donne uccise dentro relazioni segnate dal possesso, dal controllo, dalla sopraffazione, dall’incapacità di accettare la loro libertà. Cancellarla non significa fare chiarezza: significa rimuovere il problema, annacquarlo, renderlo invisibile. Ed è una vergogna che ci siano alcuni uomini, anche con ambizioni politiche nazionali, che avanzino una simile proposta”, aggiunge il Presidente Zaia.
“Ho incontrato donne sopravvissute alla violenza, donne sfregiate dall’acido, familiari distrutti da un assassinio, bambini rimasti senza la madre. Per questo mi vergogno profondamente per chi pensa che negare il femminicidio sia una battaglia culturale. La vera battaglia culturale è impedire che altre donne vengano uccise”.
Zaia sottolinea quindi il valore dell’Osservatorio regionale sulla violenza contro le donne: “L’approvazione della Relazione di oggi conferma l’impegno del Consiglio regionale del Veneto su un fronte che richiede umanità, prevenzione e politiche concrete. L’Osservatorio è uno strumento importante perché aiuta a leggere il fenomeno, a monitorarlo, a individuare criticità e a sostenere chi ogni giorno lavora accanto alle vittime: centri antiviolenza, forze dell’ordine, servizi sociali, scuole, sanità, magistratura, associazioni”.
“Davanti a tutto questo le istituzioni regionali, ma anche quelle nazionali, hanno il dovere di stare dalla parte giusta, senza ambiguità e senza arretrare”, conclude il presidente Zaia.
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