A Cannes arrivano le dive da Oscar: ecco Hathaway, Cotillard e Swinton

21 Maggio 2022

CANNES. La quarta giornata del festival di Cannes tra cinema d'autore e star da Oscar. Inizia Anne Hathaway che a Cannes presenta Armageddon time di James Gray, mentre Marion Cotillard in tarda...

CANNES. La quarta giornata del festival di Cannes tra cinema d'autore e star da Oscar. Inizia Anne Hathaway che a Cannes presenta Armageddon time di James Gray, mentre Marion Cotillard in tarda serata sale la Montée des marches per Frere et soeur, il dramma di Arnaud Desplechin, in concorso. Nel pomeriggio è la volta di Tilda Swinton, tutta rasata con folta cresta, e Idris Elba con il film fuori concorso Three thousand years of longing di George Miller, un post Mad Max a sette anni dal Mad Max Fury Road presentato sempre a Cannes con ovazioni. L'epica saga fantasy è incentrata su un'accademica, la dottoressa Alithea Binnie (Tilda Swinton), che vive aggrappandosi alla logica. Tutto cambia quando, durante una conferenza a Istanbul, incontra la creatura magica Djinn (Idris Elba), spirito soprannaturale che le offre tre desideri in cambio della sua libertà. Miller, tra l'altro, sta già lavorando al nuovo film, Mad Max Furiosa, prequel di Fury Road, interpretato dalla regina degli scacchi Anya Taylor-Joy. «Fortunatamente ho una vita più noiosa dei miei personaggi», ha detto Arnaud Desplechin, che mette anche questa volta al centro la famiglia e i suoi traumi, raccontando l'odio totale tra Alice (Marion Cotillard), famosa attrice di teatro, e suo fratello Louis (Melvil Poupaud), uno scrittore affermato. «Alla fine del film ho voluto dire a Melvil che lo amavo moltissimo e che la freddezza che dimostravo era qualcosa di necessario solo per il film», ha precisato Cotillard, premio Oscar nel ruolo di Edith Piaf in La vie en rose.
In concorso è passato anche Boy from heaven, quarto lungometraggio dello svedese di origine egiziana Tarik Saleh. Un thriller politico ambientato all'Università di Al-Azhar del Cairo, nel centro del potere dell'Islam sunnita, la scuola di pensiero più ortodossa.
Fuori concorso si è visto Mi pais imaginario di Patricio Guzman, racconto del grande documentarista cileno della rivolta di Santiago del Cile del 2019. Rivolta «per la prima volta non politica, non ideologica» che sta cambiando il paese per favorire democrazia e giustizia sociale, con una manifestazione da un milione di persone, la più grande della storia del Cile, la cui anima sono le donne «che rappresentano la collera di questo paese».
James Gray, regista di Armageddon time parlando della New York anni ’80 di Ronald Reagan del film, ha finito per parlare dell'attualità e del cinema dominato dai sequel. «Il punto dovrebbe essere la creatività», ha detto. «Invece diciamo “è un buon franchise”. Prima i franchise erano le catene McDonald's, Burger King. Ora è il cinema. Spetta a noi artisti cambiare le cose», si è accalorato il regista newyorkese. Nel film, il premio Oscar Anne Hathaway interpreta una madre ebrea di origine ucraina: «Mia suocera ha ispirato il mio personaggio», ha detto l’attrice, sposata con l'attore Adam Shulman, «ha vissuto la vita delle famiglie a basso reddito dell'epoca. Io ho cercato di catturare la profondità di quell'amore e quella connessione».
Infine per Cannes classics è arrivato Sciuscià, un restauro da Oscar realizzato dalla Cineteca di Bologna in collaborazione con The Film Foundation di Martin Scorsese. Alla proiezione ha partecipato William Paolo Tamburella, nipote del produttore, con l'Oscar vinto nel 1947, primo film nella storia a vincere la statuetta per il Miglior film straniero.