A CASTELBASSO IRROMPE VENUTI CON “TROPITALIA”

28 Luglio 2022

Primo week end di spettacoli nel borgo teramano  Domani c’è l’artista siciliano, domenica musica barocca

Dopo l’arte e con l’arte, la musica, i libri e i loro autori invadono Castelbasso, ovvero il paese collinare teramano trasformato per il 24° anno in Borgo della Cultura dalla Fondazione Malvina Menegaz per le Arti e le Culture, presieduta da Osvaldo Menegaz.
Il primo fine settimana di spettacoli del festival in programma fino a domenica 28 agosto si apre domani: protagonista della serata, a partire dalle 21.30, Mario Venuti nel suo Tropitalia tour. Sul palco insieme a Mario Venuti e Tony Canto – produttore artistico dell’album e del tour – ci saranno: Vincenzo Virgillito al contrabbasso, Gilson Silveira alle percussioni e Manola Micalizzi alle percussioni e cori. Il disco “Tropitalia” propone 11 brani che, dagli anni Trenta ai Duemila, hanno segnato la musica italiana. Un emozionante viaggio che porta l’ascoltare in un grande affresco dai colori dei tropici, amore dichiarato ed espresso fin dai tempi di “Fortuna”, svelando così tutte le sfumature che caratterizzano il mondo sonoro di Venuti. Sabato 30 luglio ecco il primo dei tre doppi appuntamenti con il Fla, Festival di libri e altre cose di Pescara diretto da Vincenzo D’Aquino, tre doppi appuntamenti che uniscono giovani e talentuose scrittrici abruzzesi a spettacoli e reading all’insegna dei libri e della musica. Alle 21, intervistata da Annacecilia Serafini, Barbara Giuliani presenterà “Bianca” (Neo Edizioni), la sua quinta raccolta di poesie. Pagine attraversate da una specie di elettricità, un campo magnetico dove la quotidianità assume una forma nuova, che affascina e smarrisce per il nitore e l’intensità che ha.
Alle 21.30, lo scrittore e storyteller Michelangelo Iossa, accompagnato dalla chitarra e dalla voce di Osvaldo Bianchi, presenterà in anteprima nazionale lo spettacolo “Rino! Sotto un cielo sempre più blu”, tratto dal suo ultimo e fortunato libro dedicato a Rino Gaetano pubblicato da Hoepli.
Dall’infanzia vissuta a Crotone agli anni scolastici di Narni, passando per il Folkstudio di Roma e il Festival di Sanremo fino all’incidente mortale di via Nomentana e all’incredibile culto sviluppatosi negli ultimi decenni: Salvatore Antonio Gaetano, per tutti Rino, è il protagonista di un lungo racconto in cui si fondono la Magna Grecia, la scuola cantautorale romana, gli anni Settanta, lo sberleffo, il reggae e le donne di tante canzoni, da Berta a Gianna che «difendeva il suo salario dall’inflazione».Lo spettacolo con Iossa e Bianchi racconta Rino Gaetano, partendo dal suo sud, dai primi accordi per chitarra imprigionati su un quadernetto, dai suoi miti adolescenziali. Le canzoni, il trasferimento a Roma, il collegio a Narni e l’incontro con la scena musicale romana permettono al giovane cantautore calabrese di trovare una sua personalissima strada espressiva che illumina i tardi anni Settanta con hit irregolari e amatissime dal grande pubblico: “Ma il cielo è sempre più blu”, “Nuntereggaepiù”, “Aida” e, naturalmente, “Gianna”. Domenica 31 luglio per la rassegna Organo – Seducenti percorsi sonori nel barocco europeo, alle 21.30 concerto di Domenico Parrotta, oboe e Cristiano Accardi, organo. Nel campo delle arti visive aperte sabato scorso le due mostre, curate da Pietro Gaglianò, l’una a palazzo De Sanctis l’altra a palazzo Clemente: l’opera del siciliano Francesco Lauretta con il titolo “Bagnanti, riti, mattanze” e la proposta di Aryan Ozmaei, iraniana ma da quasi venti anni in Italia, con il titolo “Grounds”, serie realizzata dal 2020 e ancora in corso.