A Roma la Madonna dell’orafo Nicola

Guardiagrele, la scultura sarà in mostra nella basilica di Santa Maria Maggiore
GUARDIAGRELE. Il luogo è di assoluto prestigio: la Basilica papale di Santa Maria Maggiore a Roma. Anche l’opera è di straordinaria reputazione: la Madonna in trono con il Bimbo, del 1430 circa, attribuita all’orafo e scultore Nicola da Guardiagrele. Da mercoledì al 20 gennaio, la scultura lignea custodita nel Museo del duomo della collegiata di Santa Maria Maggiore di Guardiagrele, sarà esposta nella Capitale in occasione della seconda edizione della mostra d’arte nella Basilica papale. Come avevano spiegato Sante Guido e Giuseppe Mantella, dello Studio associato-Storia, conservazione e restauro opere d’arte, la proposta era di «allestire l’esposizione della statua sull’altare portatile in legno del XIX secolo decorato a finto marmo che i pontefici usano da decenni per le funzioni religiose sul sagrato della Basilica nel giorno del Corpus Domini. La statua sarà posta oltre la cancellata della Cappella Sistina e vicino la tomba di Gian Lorenzo Bernini. Si tratta di un luogo di devozione e di preghiera a Maria per il Natale oltre che di esposizione della scultura proto-rinascimentale». Proprio dieci anni fa il professor Sante Guido mise insieme, proprio a Roma, nel Museo della Basilica, una mostra con la quasi totalità delle opere dell’orafo Nicola. «Grazie a lui», dice il sindaco di Guardiagrele, Simone Dal Pozzo, «abbiamo ottenuto la condivisione dell’arciprete della Basilica, il cardinale Stanislaw Rylko, che mercoledì 5 dicembre presiederà la cerimonia di inaugurazione della mostra, alle 16. Gli siamo grati perché, nella meravigliosa cornice di una delle basiliche papali di Roma, sarà esposto al culto un pezzo di noi, della nostra storia e della nostra cultura. Con questa iniziativa è l’Abruzzo che si mette in mostra perché è parlando di uno dei suoi tesori e accendendo un faro su di esso che si potrà dare, ancora una volta, lustro a una terra che ha molto dato all’arte e attende solo, anche attraverso questi strumenti, di farsi conoscere e apprezzare. Grazie al prevosto di Santa Maria Maggiore, don Nicola Del Bianco, all'arcivescovo di Chieti-Vasto, Bruno Forte e alla Soprintendente per l'Abruzzo, Maria Rosaria Mencarelli».
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