A Sulmona è la notte della Panarda

Torna il banchetto rinascimentale, stavolta da 25 portate in omaggio alla Giostra
SULMONA. A pranzo dal tramonto fino a notte fonda con 25 portate, e non le tradizionali 24, per celebrare il venticinquennale della Giostra di Sulmona. L’appuntamento è per stasera alle 20.30, nel sestiere di Porta Manaresca, dove torna la Panarda, il banchetto rinascimentale giunto quest’anno alla 18ª edizione.
La Panarda è un’antica tradizione abruzzese nata come consuetudine per rifocillare i poveri. L’etimologia della parola è incerta: il termine greco “pan” significa “tutto” mentre l’arabo “ardo” indica “fuoco”. Ci si riferisce comunque a una situazione d'abbondanza, in questo caso alimentare, senza dimenticare l'aspetto sociale e religioso. A tavola saranno serviti piatti tipici della gastronomia abruzzese, preparati dalle sapienti mani dello chef Clemente Maiorano in collaborazione con il settore cucina del sestiere. Tra le portate più ghiotte il pane nero con burrata e cipollata, le pallotte cacio e ova con baccalà e crema di zucchine e menta, il lonzino lardellato. Tra i formaggi saranno serviti il caciocavallo di Scanno, il pecorino Monte Genzana e la caciotta stracchinata. Gustosissimi anche i primi, con i cazzarielli e fagioli con guanciale croccante, le fettuccine rigate Mascioarelli con sugo di pecora e ricotta salata. Debutta poi la polta pacentrana, piatto al centro di una sagra del paese dei nonni di Madonna. Tra i dolci ci saranno il semifreddo alla genziana e le dolcezze del sestiere. «La particolarità della Panarda consiste nel gran numero di portate, una volta erano molte di più, oggi ci si limita a 24», afferma il responsabile del sestiere di Porta Manaresca Nicola Paolilli. «Quest'anno però, sarà aggiunta un’altra portata in omaggio ai 25 anni della Giostra. Saranno serviti piatti rigorosamente del territorio con numerose sorprese proposte dagli artisti che faranno da contorno alla Panarda». Una serata che promette anche intrattenimento Si comincerà con gli Andamarosa con canti della tradizione popolare abruzzese. Poi musica rinascimentale quindi gruppi musicali provenienti da Romania, e Canada. Nè mancheranno giocolieri, mangiafuoco, menestrelli e la fachira con i suoi serpenti. La tavola sarà imbandita per 100 persone .

