A Teramo suonano Tuck & Patti la coppia statunitense jazz e pop

12 Maggio 2018

TERAMO. Una chitarra e una voce per costruire un paesaggio di emozioni in musica: è il momento dell’incontro con Tuck & Patti, protagonisti stasera a Teramo del concerto offerto alla città dalla...

TERAMO. Una chitarra e una voce per costruire un paesaggio di emozioni in musica: è il momento dell’incontro con Tuck & Patti, protagonisti stasera a Teramo del concerto offerto alla città dalla Fondazione Tercas. Per timore della pioggia il concerto è spostato da piazza Martiri al teatro Comunale, sempre con ingresso gratuito e inizio alle ore 21,30.
E forse il cambio di ambientazione non è un male: la dimensione teatrale si presta meglio a esaltare la proposta unplugged della celebre coppia statunitense del jazz e pop. Tuck Andress alla chitarra e Patti Cathcart voce, uniti anche nella vita, tengono in questo mese una tournée europea, toccando solo tre città in Italia: Pordenone, Milano e Teramo. Dell’Oklahoma lui, jazzista, classe 1952, di San Francisco lei, classe 1950, estrazione folk e gospel, Tuck & Patti s’incontrano nel 1978 a San Francisco e iniziano a tenere insieme concerti r&b, soul e jazz nei club della West Coast. Dopo anni di gavetta nei locali della Bay Area, l’esordio discografico nell’88 con “Tears of Joy”, pubblicato dalla Wyndham Hill Records, etichetta specializzata in New Age. Anche se il duo non ha molto a che fare con la musica new agey, se non per la vena delicata, positiva. Seguono 13 dischi, tra cui “Love Warriors”(1990), con una serie di cover, da “Honey Pie” di Lennon e McCartney a un florilegio da Jimi Hendrix. Tuck & Patti nel 1989 si sono fatti conoscere al grande pubblico italiano con la partecipazione come ospiti al Festival di Sanremo. Interpreti soprattutto di standard jazzistici, Tuck & Patti si sono fatti apprezzare anche per le cover di pezzi pop, come “Time after time” di Cindy Lauper, e di autori e interpreti che hanno segnato la storia della musica americana, da Jimmy Cliff a Stevie Wonder, da Joni Mitchell al Horace Silver.
Anna Fusaro