Abruzzo stellatissimo e low cost

La rossa conferma i 6 ristoranti, per qualità/prezzo brilla Le Paillottes
PESCARA. Sorriso, cordialità, efficienza, qualità, unicità dell'offerta. È il vincente "marketing mix" alla base del successo, doppio, registrato dal Café Les Paillottes di Pescara nella nuova Guida Michelin edizione numero 60 fresca di uscita. Confermate le stelle abruzzesi dell'alta ristorazione, non una di più nè una di meno: tre-stelle-tre accompagnano la perfezione assoluta del Reale Casadonna di Niko Romito (Castel di Sangro), una stella per l'eletto gruppetto composto dalla Magione Papale (L’Aquila), Villa Maiella (Guardiagrele), Al Metrò (San Salvo Marina), la Bandiera (Civitella Casanova), Café les Paillottes (Pescara).
Ma la stella che risplende sul lungomare sud di Pescara vale doppio perché oltre a mantenere il più alto riconoscimento critico, distingue – unico in Abruzzo – la cucina del gourmet restaurant Café les Paillottes – dallo scorso anno di nuovo capitanato dal casertano Matteo Iannaccone, chef di scuola heinzbeckiana – tra i magnifici 16 stellati low cost del Belpaese. Che tradotto nel nuovo corso "social" della Rossa sta a significare ottimo rapporto qualità/prezzo. Ovvero riduzione delle distanze tra alto livello della proposta gastronomica e servizio offerto con la relativa accessibilità economica. Un risultato esplosivo per l'originale complesso voluto dal cavaliere della pasta abruzzese più famosa nel mondo, Filippo Antonio De Cecco. «Il prodotto Les Paillottes è unico in Abruzzo, non omologato, con l'offerta molteplice di discoteca, ristorante gastronomico, pizzeria, banchetti per cerimonie e grandi eventi gourmet», ricorda con la voce roca, euforico per il nuovo traguardo, l'efficientissimo Andrea La Caita, restaurant manager delle Paillottes da tre anni a questa parte. Tre anni ma sembrano trecento, confessa «stancamente gasato». Poi racconta: «La nostra politica è di riuscire a essere supercompetitivi. Pur essendo un locale di lusso e con cucina di alta qualità, cerchiamo di ricalcare la strada segnata da Ferran Adrià, proposte gourmet a prezzi abbordabili». Che carta alla mano, in cifre suona così: menu degustazione da 60 a 80 euro vini esclusi. Per la precisione 5 portate più il benvenuto, quindi 6, a 60 euro, conteggia il direttore. «Il nostro locale non è un museo, un cimitero della ristorazione, ma un posto vivo. Tutto l'anno», incalza La Caita. «Dopo un'estate importante abbiamo chiuso ottobre con un incremento notevole rispetto all'anno scorso, superiore all'anno precedente. Tra l'altro in un momento in cui la ristorazione pescarese ha pensato di chiedere lo stato di calamità per il cattivo esito della stagione balneare».
E c'è ancora un elemento di valutazione che rafforza il valore di tutti gli stellati nostrani: il cambio alla direzione della Guida dopo ben 15 anni appannaggio di Stefano Arrighi, che da quest'anno passa il testimone. «Nel clima di rigore generale la conferma dello stato dell'arte in Abruzzo acquista connotazioni più che incoraggianti», commenta soddisfatto Marcello Spadone, patròn della Bandiera, fresco di ingresso nell'Olimpo della ristorazione per la Guida Touring 2015. «Al cambio di chef solitamente la stella la tolgono e da noi si tratta dell'ennesimo cambio, ma la stella l'abbiamo conservata», rincalza Andrea La Caita. Dal 7 novembre sarà disponibile la app gratuita per iOS e Android della Guida Michelin, con i riferimenti dei ristoranti segnalati nel 2015, e la possibilità di condividere l'esperienza della cena sui social.
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