«Accarezzo la felicità. Esiste»

21 Luglio 2015

Carmen Consoli il 3 agosto a Pescara: «La cultura e un panino ci salveranno»

di Federica D’Amato

PESCARA

L'. attesa è finita: il 3 agosto Carmen Consoli tornerà sul palco del d'Annunzio, a Pescara, colmando un'assenza che durava da anni, grazie alla direzione artistica del PeFest – Pescara International Arts festival – all'Ente manifestazioni pescaresi e alla Eventi e Concerti live. E lo farà seguendo l'adagio che suggella, a mo' di titolo, il suo bellissimo ultimo album, “L'abitudine di tornare”, uscito a gennaio 2015, in cui la Cantantessa rilancia sul tavolo della riflessione i temi a lei più cari: dalla difficoltà a prendere in mano la propria vita, alla difficoltà di essere se stessi, di amare e amarsi liberamente, ma soprattutto la difficoltà di essere felici in un Paese, l'Italia, che ha bandito la felicità dai propri scopi politici e culturali. Carmen Consoli ne ha parlato nell'intervista a seguire, che anticipa alcune delle sorprese che l’artista siciliana ha in serbo per il pubblico abruzzese.

“L'abitudine di tornare”, un album sulla mancanza, sulla ricerca, sulla speranza di una felicità che continua a mancare dall'orizzonte culturale del nostro Paese. Per Carmen Consoli la colpa, o responsabilità, di chi è?

Preferisco orientarmi sulla parola “responsabilità”, da prendersi innanzitutto nei confronti di noi stessi. In questi anni ho abbandonato l'idea che tutto debba dipendere dagli altri, dopotutto, in una “demos- crazia”, come l'etimologia stessa ci indica, il potere è in mano al popolo, quindi da ciò consegue che dovremmo essere più consapevoli nel prendere in mano la nostra vita e le nostre decisioni. Questo generale aspettarsi che siano gli altri a fare qualcosa, dalla politica al padre eterno, ci estromette proprio da quel bene prezioso che è la felicità, e di cui la classe dirigente italiana non ha compreso la fondamentale importanza. La felicità non dipende solo da beni tangibili, ma anche da quelli intangibili, come arte, poesia, musica, teatro, dialogo, incontro, insomma da tutte quelle attività extra sociali da cui far ripartire economicamente l'Italia. Sarò terrona e ignorante, ma io alla formula “panino + Divina Commedia” – come è stato detto in modo maldestro – credo fermamente: l'essere umano, per essere felice, deve appropriarsi della bellezza, e per farlo può solo rivolgersi alla cultura, una cultura che deve essere di tutti e di altissimo livello. Ci vuole passione, tempo, sacrificio, lotta, coraggio.

L'album, percorso da amare consapevolezze, si chiude invece con un canto dolce che evoca la magia di una vita nuova. E' questa la sua risposta ai tempi che viviamo?

Certo, ha colto perfettamente quello che volevo dire: la risposta è la felicità, qualcosa di ieri, di oggi o di domani, ma che fa comunque parte di questa vita. Questa è la speranza, questo il pensiero che sto accarezzando sempre di più.

A proposito di felicità: lei torna in concerto a Pescara dopo molti anni, in una città che l'ha amata, e l'ama tantissimo. E' un amore ricambiato?

Sì, tantissimo! Ho dei ricordi bellissimi e ancora vividi di questa città, quando muovevo i miei primi passi perché è stato proprio a Pescara che ho fatto i primi concerti, in delle location importanti e con un pubblico che mi ha accolto in modo speciale.

Il 3 agosto, sul palco del d'Annunzio, lei suonerà in trio, in una formazione tutta al femminile e squisitamente rock. Perché questa scelta?

Perché non amo ripetermi, amo fare cose nuove, non volevo riproporre il tour già fatto nei palazzetti degli anni scorsi, quindi ho chiamato i miei amati musicisti dicendo loro “per questa estate non vi seccate, ma statevi a casa” (ride). Insomma, non mi sono voluta adagiare su modi di fare già consolidati, capitalizzandoli, ma ho voluto osare, realizzando il mio magnifico sogno di suonare in trio, facendo la chitarrista e basta. Poi, mi piace l'idea di andare con altre due ragazze, Luciana Luccini al basso e Fiamma Cardani alla batteria, sperimentando un sound tutto al femminile che vuole essere anche un messaggio: credo sia importante, in questo momento, in Italia, dare una versione femminile di strumenti solitamente suonati da uomini.

Mentre il 21 agosto,suonerà al Meltdown di Londra invitata da David Byrne, una ennesima conferma della qualità del suo lavoro...

Sono stata molto contenta di questa “chiamata”, sì, soprattutto perché potrò andare lì a portare la cultura musicale italiana, senza fare l'esterofila. Tanto che aprirò il concerto con una mia versione di una parte della Casta Diva di Bellini, proprio per sottolineare la nostra “italianitudine”.

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