«Ad Atri riparto da Eduardo la memoria è bella»

Il direttore artistico del teatro Comunale racconta i colossi della scena, le scelte in tv, il suo Abruzzo
di Jolanda Ferrara
ATRI
«I. n Italia c'è una tendenza dimenticare. Forse ci sono troppi artisti, così pure l'arte, troppa storia e cultura. Ma tanta ricchezza non deve autorizzarci a dimenticare, è nostro dovere far conoscere il nostro passato». Pino Strabioli, regista e attore, conduttore della striscia quotidiana “Cominciamo bene prima” su Rai3, è alla prima direzione artistica ufficiale, fuori dal circuito Atam, della stagione di prosa del teatro Comunale di Atri – 5 spettacoli fino al 24 aprile, da Shakespeare a Longoni, dal classico al contemporaneo, con Valeria Valeri, Milena Vukotic, Giorgio Albertazzi, Cesare Bocci, Lina Sastri, info 085 8791244-56 – che ha inaugurato portando in scena con Alice Spisa “L’abito della sposa” di Mario Gelardi ("Gomorra", con Saviano).
Da oggi Strabioli partirà con la serie di incontri-laboratorio dedicati al genio di Eduardo De Filippo a 30 anni dalla scomparsa, con le scuole superiori di Atri, per confluire nello spettacolo "Atrinscena", con Lina Sastri madrina, previsto in chiusura di stagione, in aprile. Anticipa Strabioli: «Ho chiesto a Lina, per la quale ho un'ammirazione incondizionata, una serata-racconto del suo rapporto artistico con Eduardo: come si ricorderà la Sastri aveva il ruolo della figlia nella celebre commedia "Natale in Casa Cupiello". "Atrinscena" sarà uno spettacolo bellissimo giocato su poesia, musica e racconto».
Strabioli, il tema della memoria è a lei particolarmente caro.
«Da sempre, a teatro e in tv. Quest'anno con Colpo di Scena in prima serata su Rai3 ho cercato di intercettare i colossi dello spettacolo italiano: Fo, Albertazzi, la Valeri, Paolo Poli, Proietti, Degli Esposti, la Cortese, Carlo Giuffrè. Da febbraio, la domenica, condurrò 12 puntate portando il teatro in televisione, la mia passione da anni. Incontreremo protagonisti dello spettacolo dal vivo come Roberto Bolle, Giovanni Allevi, Pierfrancesco Favino».
Come le appare la scena di oggi in confronto a ieri?
«Le nuove generazioni si stanno muovendo. Penso a Filippo Timi, Alessandro Gassman, Stefano Accorsi, Favino, Cesare Bocci».
Solo nomi maschili?
«Forse perché i ruoli protagonisti sono in prevalenza maschili, ne abbiamo conferma anche in televisione: Commissario Montalbano, Commissario Rocca... Testi a misura di maschi, oppure ruoli da suora come per la Sofia Ricci. Anche nella conduzione televisiva dopo la Ventura non vedo. E' così anche per le stelle dei fornelli: predomina il modello maschile».
Perchè secondo lei?
«E' frutto del retaggio culturale che ci accompagna. Il delinquente-uomo piace e vince perché esprime coraggio, senso di avventura. Vince sempre un mondo di arrampicatori che mirano al potere. Le donne sono meno agguerrite, c'è ancora da lavorare perché la scena sia conquistata da tenerezza, poesia, romanticismo, accoglienza. Che sono prerogativa della donna. A me una come la Santanchè fa paura».
Il suo rapporto con l'Abruzzo si va intensificando dopo le precedenti stagioni per il Comunale di Atri, e l'estate scorsa gli incontri d'autore per Spoltore Ensemble.
«Aggiungo l'ultima stagione del Tsa all'Aquila diretto da Alessandro Gassman, prima del terremoto ho portato lo spettacolo “Capasciacqua” con la brava Marina Confalone. Poi la bella occasione con Atri, che conoscevo per la sua bellezza. Amo questo teatro dell'Ottocento, unico in provincia di Teramo. Grazie alla tanto vituperata tivù uno spettatore parlò di me all'assessore comunale alla cultura Domenico Felicione, mi invitarono a intervistare Claudia Koll alla cerimonia della Porta Santa della cattedrale di Atri. Sono cresciuto in una realtà simile, a misura d'uomo, Orvieto. Qui mi sento come a casa e poter vivere del tempo ad Atri mi dà gioia! Sarebbe bello fare residenze artistiche in un luogo come questo, farvi nascere una produzione artistica. Atri come pure Spoltore mi sembrano posti ideali per vivere i luoghi tra vicoli e piazzette mentre un attore legge, uno racconta..».
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