Addio a Baker, la leggenda terribile dei Cream

7 Ottobre 2019

Batterista tra i più influenti della storia del rock “Ginger” aveva 80 anni: Toad resta il suo manifesto

Peter Edward Baker, per tutti Ginger, per via dei suoi capelli rossi, morto ieri a 80 anni in un ospedale inglese, è stato una leggenda, uno dei più grandi e innovativi batteristi della storia del rock. Ma anche uno dei personaggi più difficili che la musica ricordi.
Che tipo fosse lo racconta in modo perfetto Beware of Mr. Baker (Attenti a Mr Baker), il documentario diretto nel 2012 da Jay Bulger e premiato al South By Southwest Festival. Bulger, da fan, era andato con devozione a cercarlo nel ranch del Sud Africa dove si era ritirato. Baker per far capire che aria tirava gli spacca il naso, colpendolo col bastone cui si appoggiava per camminare. Nella conferenza stampa di presentazione, minaccia i giornalisti. Nello stesso documentario Eric Clapton confessa il terrore che provava nei suoi confronti: i Cream, il formidabile trio formato con Jack Bruce si era sciolto dopo che Ginger aveva tentato di uccidere Bruce con un coltello. Quando Clapton scoprì che Stevie Winwood aveva scelto proprio Baker per suonare nei Blind Faith rimase scioccato. Un vero tipaccio, un batterista inarrivabile che, fin da ragazzo, è stato condizionato dalla tossicodipendenza. Musicalmente Ginger Baker aveva una tecnica raffinata e una solida preparazione jazzistica. Aveva studiato con Phil Seamen, uno dei più grandi batteristi inglesi di jazz. Come gran parte dei rocker della sua generazione, è cresciuto nella scena rock blues. L’apice della carriera la raggiunge nel 1966 quando, insieme a Clapton che e Jack Bruce al basso forma i Cream, il primo super gruppo della storia del rock. Un trio che si basava su una concezione jazzistica, con tre star libere di lasciare spazio alla loro creatività e alla loro tecnica, con soluzioni musicali nuovissime per l'epoca. A causa delle tensioni tra i tre, nonostante il clamoroso successo anche negli Stati Uniti, il super gruppo si scioglie dopo tre anni. Baker non raggiungerà più quelle vette creative e di popolarità: dopo la brevissima esperienza con i Blind Faith, fonda la Ginger Baker's Air Force alla quale si aggiunge il suo maestro Seamen, uno dei primi esempi di fusione tra rock e musica africana. Poi si trasferisce in Nigeria, studia i ritmi dell'Africa, suona con Bill Laswell. Negli anni '80 si ritira in una fattoria nella campagna di Pistoia (e al festival blues, suona con Jimmy Page), collabora con i PIL di John Lydon, realizza progetti con Charlie Haden ma essenzialmente resta ai margini della scena che conta. Fino al 2005 quando Eric Clapton decide di riportare in scena i Cream per alcuni concerti alla Royal Albert Hall di Londra. Da molti anni, e dopo alcuni crack finanziari, viveva in un ranch in Sud Africa: la salute era ormai minata da anni di abusi e di tabagismo compulsivo. Baker è stato uno dei primi nel rock a utilizzare la doppia cassa, sul modello di Louie Bellson, leggendario batterista di Duke Ellington, Benny Goodman e Count Basie, virtuoso assoluto, capace di suonare a una velocità spaventosa. Il suo manifesto resta Toad, il brano dei Cream scritto come pretesto per l'assolo di Ginger, il batterista folle e arrabbiato che ha cambiato la storia del suo strumento. (p.b.)