Addio a Bogdanovich, regista della New Hollywood

7 Gennaio 2022

Tra i film più apprezzati “Paper moon” e “L'ultimo spettacolo”, candidato nel ’71 a otto premi Oscar

NEW YORK. Hollywood a lutto per Peter Bogdanovich: il regista di film come L'ultimo spettacolo e Paper Moon - Luna di Carta è morto ieri a 82 anni nella sua casa di Los Angeles.
Considerato uno degli esponenti di punta del movimento della “Nuova Hollywood” degli anni Settanta, Bogdanovich è morto per cause naturali, come ha fatto sapere la figlia Antonia Bogdanovich in un comunicato all'Hollywood Reporter.
Immediate le reazioni dell'industria dei sogni: Francis Ford Coppola si è detto «devastato». «Un grande amico e un campione del cinema con la 'C' maiuscola», ha commentato il collega Guillermo del Toro.
Ispirato dal film Quarto potere di Orson Welles, Bogdanovich aveva cominciato la sua carriera come programmatore e critico cinematografico per il periodico Esquire. Trasferitosi a Los Angeles, aveva fatto amicizia con il maestro dell'horror Roger Corman grazie al quale alla fine degli anni Sessanta aveva girato i suoi primi film, lo sconfessato Voyage to the Planet of Prehistoric Women e il giallo Bersagli, un omaggio a Boris Karloff, l’attore celebre per la sua interpretazione del mostro di Frankenstein negli anni Trenta.
Il successo era arrivato nel 1971 con L'ultimo spettacolo, ispirato al romanzo di Larry McMurtry con un cast di stellecome Jeff Bridges, Cybill Shepherd, Ellen Burstyn e Cloris Leachman. Il film aveva conquistato otto nomination e due Oscar e fu anche un inatteso successo commerciale, con 29 milioni di dollari al botteghino contro poco più di un milione di costi di produzione.
La filosofia di Bogdanovich, ispirata dalla nouvelle vague francese, fu chiara fin dagli esordi: tutti i grandi film sono già stati realizzati e ai contemporanei non resta altro che proporre una poetica della nostalgia, rifacendo i grandi e insuperati classici degli anni Quaranta e Cinquanta. Nacquero così remake originali come Ma papà ti manda sola? del 1972, in cui il regista riprese lo stile di Vincent Minnelli: un altro campione d'incassi ai botteghini. Nel film recitarono Barbra Streisand e Ryan O’Neal e la pellicola fu più tardi inclusa dall'American Film Institute tra le cento migliori commedie di tutti i tempi.
L'anno dopo fu la volta di Paper moon, luna di carta, ispirato al cinema di Frank Capra, con O’Neal nella parte del protagonista accanto alla figlia Tatum, che all'epoca delle riprese aveva appena nove anni e per quel film vinse l'Oscar. Sulla cresta dell'onda, Bogdanovich rifiutò poi film come Il padrino, L'Esorcista e Chinatown. Più di recente, la sua filmografia include Dietro la maschera con Cher e Hollywood Confidential con Kirsten Dunst. Il regista aveva avuto anche una parte da attore nella serie I Soprano e piccoli ruoli nei Kill Bill, dopo aver abitato per un anno ospite in casa di Quentin Tarantino.
Chiacchieratissima la vita privata: tra le relazioni che fecero scandalo all'epoca ci fu quella con Cybill Shepherd, che aveva diretto in quattro film e per cui lasciò la moglie e collaboratrice Polly Platt, e quella con la playmate Dorothy Stratten che venne poi uccisa dall'ex marito geloso.