Addio a Christo, l’artista “impacchettatore”

2 Giugno 2020

Aveva 84 anni, nel 2016 la passerella sul lago d’Iseo. Resta in programma L’Arc de Triomphe Wrapped

NEW YORK. Addio a Christo, l’artista bulgaro-newyorkese che ha “impacchettato” i monumenti di mezzo mondo, incluse le Mura Aureliane a Roma.
La sua ultima opera in Italia è stata la famosa passerella sul lago di Iseo, The Floating Piers, nel 2016. Christo Vladimirov Javacheff è morto nella sua casa di New York a 84 anni. «Christo e Jeanne-Claude hanno sempre detto chiaramente che la loro arte sarebbe dovuta continuare dopo la loro morte. L'Arc de Triomphe Wrapped resta in programma per il 18 settembre-3 ottobre 2021», annuncia l'account Twitter ufficiale di Christo e sua moglie Jeanne-Claude. Nati nello stesso giorno, il 13 giugno 1935, i due si sono incontrati a Parigi nel 1958 e oltre a essere una coppia di fatto si sono rivelati negli anni un duo di artisti fenomenale, artefici della Land Art, ovvero dell’arte di intervenire sul paesaggio e modificarlo. E proprio nella capitale francese è attesa l’ultima creazione di Christo, L'arco di Trionfo impacchettato. Un progetto al quale lavorava da anni, un sogno per la sua Parigi che gli ha regalato l'amore di Jeanne-Claude ma anche i primi riconoscimenti artistici. Un sogno coltivato per decenni, da quando aveva impachettato il Pont Neuf, e che avrebbe dovuto vedere la luce nel 2020. Il coronavirus ha però costretto al rinvio di un anno e così l'opera non nascerà sotto gli occhi del suo creatore. Fra le sue opere più famose c'è il Reichstag di Berlino, impacchettato con tessuto argentato, e The Gates, il lungo percorso all’interno di Centrale Park, a New York, realizzato con materiale arancione. Porta Pinciana a Roma è stata imballata da Christo e Jeanne-Claude, morta nel novembre 2009. A Milano è stata impacchettata la statua di Leonardo in piazza della Scala. La sua ultima opera italiana è stata l'imponente creazione sul lago di Iseo, The Floating Piers, la più estesa delle sue trasformazioni di ambienti naturali o cittadini. L'opera oltre al poter essere ammirata poteva essere provata con mano, camminando sopra il ponte galleggiante e divenendone parte. «Lo sapete che non ho alcuna opera esistente? Tutte scompaiono quando sono finite. Ho solo gli schizzi e questo rende in qualche modo il mio lavoro leggendario», disse Christo in un'intervista al New York Times negli anni 1990. «Ritengo che ci voglia più coraggio a creare cose che poi se ne vanno, che a creare cose che restano».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.