Addio a Doris Day, fidanzata d’America

L’attrice e cantante è morta a 97 anni: film con Hitchcock e commedie romantiche
NEW YORK. È morta, all’età di 97 anni, l’attrice Doris Day. Con all’attivo 39 film e più di 650 canzoni, la carriera di Doris Day è stata impreziosita anche da una nomina all’Oscar e da un Golden Globe e un Grammy Award.
Figlia di un musicista e di un'appassionata d'arte , entrambi profughi dalla Germania del primo dopoguerra, Doris Mary, il cui vero nome era Anne Kappelhoff, arriva al successo dopo un'infanzia travagliata: prima la morte del fratello maggiore, poi la separazione dei genitori, infine un drammatico incidente d'auto che le preclude il sogno di diventare ballerina classica. Sceglie di seguire la passione del padre per il canto. Allo scoppiare del secondo conflitto mondiale è già una star. E tuttavia sarà il cinema a cambiarle la vita, grazie a un incontro casuale con il regista Michael Curtiz. Un successo immediato che la porta ad un lungo contratto con la Warner e a 39 film nel ruolo che la renderà famosa, di fidanzata d'America. Sono quasi tutte commedie sorridenti e rassicuranti, ma sempre realizzate con impeccabile professionismo da «Tè per due» a «Non sparare, baciami» (il suo preferito) diretti a ritmi alterni da Curtiz e David Butler. Allo scadere del contratto con la Warner, gira con Hitchcock «L'uomo che sapeva troppo» poi forma una coppia d'oro con Rock Hudson che ricorderà sempre come il suo partner prediletto. Alla morte del marito, nel '69, si allontana dal grande schermo per la tv dove il «Doris Day Show» otterrà immutato successo fino al 1975. Negli ultimi anni, vegetariana convinta e attivista repubblicana, viveva in un ranch, circondata dagli amati cani. Un secondo matrimonio si era concluso con un divorzio dopo soli sei anni.
«Mi dispiace, era una vera star. E, poi, veniamo dalla stessa città, Cincinnati». Lo ha detto George Clooney. «Oggi molte cose sono cambiate. Una volta, quando ero giovane, le star del cinema erano Paul Newman, Robert Redford, Steve McQueen, Gregory Peck, Cary Grant, Faye Dunaway. Erano personaggi che ci sembravano irraggiungibili. Oggi non è più cosi: li vediamo sul telefonino e ci sembra di poterli fare parlare quando vogliamo».
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