Addio a Goran Kuzminac, amico dell’Abruzzo

Il cantautore e medico è morto a 65 anni a Trento, dove si era trasferito dopo aver vissuto nelle campagne teramane
TRENTO. È morto la notte scorsa dopo una lunga malattia il cantautore Goran Kuzminac. Aveva 65 anni e da qualche tempo si era stabilito a Trento, vicino alla sua famiglia, dopo aver passato molti anni in Abruzzo, scegliendo le campagne teramane intorno a Cellino Attanasio.
E non era difficile in certe sere d’estate incontrarlo con la sua chitarra in qualche stabilimento balneare a Roseto sempre pronto a cantare con gli amici: qui il cantautore di origini serbe aveva stretto amicizie sincere. Primo fra tutti Germano D’Aurelio, il cabarettista Nduccio che ieri mattina ha diffuso un messaggio carico di tristezza e dolore per la perdita dell’amico: «Stanotte ci ha lasciato Goran», scrive ’Nduccio, «amico di tante avventure sul palco e di mille risate. Il suo talento sono in pochi ad averlo apprezzato fino in fondo, come tutta la sua Arte. Amico mio sono straziato e non riesco a scriverti tutto il bene che ti ho voluto; in cielo avrai più applausi di tutti quelli che non ti hanno tributato finora. Sarai in un duetto formidabile nel cielo, perché pochi lo sanno ma “Dio suona la chitarra”Mi hai regalato mille sorrisi ed oggi un’infinita tristezza.Ti ho voluto e ti vorrò bene».
Cantautore e chitarrista raffinato, Kuzminac è stato supporter dei tour di Lucio Dalla, Angelo Branduardi e Antonello Venditti e aveva cantato con Ron e Ivan Graziani (altro grande legame con l’Abruzzo: Kuzminac e il cantautore teramano furono legati da una stretta amicizia che li portò spesso sul palco assieme) “Una canzone senza inganni”. Si era affermato negli anni 80 grazie a brani come “Ehi, ci stai”, “Stasera l'aria è fresca”, “Tempo” e “Stella del Nord”.
Nato il 16 giugno 1953 a Zemun, municipalità autonoma di Belgrado nell'allora federazione jugoslava, si trasferì a Trento quando aveva sei anni.
Maestro del finger-picking e notato da Francesco De Gregori, arrivò al successo nel 1978, con il singolo "Stasera l'aria è fresca" (che vinse il Festival di Castrocaro e ottenne il secondo posto alla Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia) seguito nel 1980 dal suo primo album, "Ehi ci stai", da cui fu tratto il singolo omonimo che arrivò secondo al Festivalbar. Durante la sua carriera ha pubblicato quindici album. Oltre che cantautore, era medico e si occupava di musicoterapia a sostegno dei malati psichiatrici e delle persone con problemi di anoressia. Il Festivalbar di Salvetti ne aveva fatto una star grazie al suo primo successo “pop” “Stasera l’aria è fresca”. Ricordava ancora con stupore e grandi risate quei giorni, e quella sera in cui fu assalito da ragazzine a Verona mentre pranzava all’aperto in piazza Bra con Ivan Graziani: lui, diceva, a indicare ai cacciatori d’autografi che c’era Ivan, ma loro niente volevano Goran. Quella canzone è stata un po’ la sua maledizione, destinata a coprire il resto della sua delicata e poetica produzione e il talento chitarristico. Sempre disponibile per iniziative amichevoli e benefiche aveva imparato a vivere ai margini del mondo musicale traendone comunque le sue soddisfazioni. (lad’i)
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