Addio a Martin , il Quinto Beatle Paul: «E’ stato un secondo padre»

10 Marzo 2016

LONDRA. È morto George Martin, leggendario produttore musicale, noto al mondo come il Quinto Beatle per il suo ruolo nella maggior parte delle registrazioni della mitica band avendo suonato anche...

LONDRA. È morto George Martin, leggendario produttore musicale, noto al mondo come il Quinto Beatle per il suo ruolo nella maggior parte delle registrazioni della mitica band avendo suonato anche pezzi strumentali in alcuni dei loro brani. Lo ha annunciato, ieri mattina, l’ex batterista del gruppo, Ringo Starr. Martin aveva 90 anni. Ebbe un’influenza decisiva sulla formazione dei Beatles, da Please Please Me fino ad Abbey Road, passando per Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band. Fu il primo a credere nei quattro ragazzi di Liverpool e anche quello che riuscì a cimentare il gruppo sul finire degli anni Sessanta.

Su Twitter, un commmosso Ringo Starr ha detto che «ci mancherà tanto» mentre anche su Instagram sono arrivate le condoglianze del figlio di John Lennon, Sean. Il premier britannico David Cameron ha così commentato su Twitter: «Fu un gigante della musica». Commosso anche il commento di Paul McCartney: «Martin fu come un secondo padre per me».

Martin fu praticamente l’ombra dei Beatles: nato da umili origini, nel 1926, si diplomò in musica imparando a suonare il piano e l’oboe. Lavorò prima alla Bbc e poi entrò a far parte degli studi della Emi in Abbey Road, il famoso quartiere londinese di St-John’s Wood dove i Beatles registravano i loro album. Nel 1962 ascoltò un nastro dei Beatles, e rimase impressionato dalla personalità dei quattro ma anche dal loro ingegno musicale. «Erano stridenti», disse. Così, fece registrare loro il primo singolo, Love Me Do, che fu in realtà il pirmo grande successo per la banda di Liverpool. Negli anni successivi, Martin - che si era cimentato in studi classici - riuscì a tradurre le idee di Lennon e Mc Cartney in temi musicali, pur non avendo molta esperienza sulla musica pop. La cosa fu vicendevole: le sue conoscenze di musica classica furono decisive anche per i Beatles. Martin vinse sei Grammy, e anche altri premi. Tra l’altro, Martin fu anche candidato a un premio Oscar per la colonna sonora del film dei Beatles, A Hard Day’s Night, del 1964, e fu importante il suo apporto anche nella produzione della colonna sonora del film di James Bond “Vivi e lascia morire”. Questo tema era inizialmente cantato da Paul McCartney.

Quando i Beatles si separarono nel 1970, Martin lavorò anche con Sting, Josè Carreras e Celin Dion.

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