Addio D’Angelo artista della risata da Drive in al teatro

Il comico avrebbe compiuto 85 anni il 19 agosto Ha lavorato con i più grandi, le lacrime di Ricci
«Un artista grandissimo e versatilissimo. Un monologhista in grado però di imitare chiunque e, nelle parodie dei film, di interpretare i personaggi più disparati. Vitalissimo in scena, sornione e compagnone nella vita. A Drive in lo chiamavamo “il vecchio” perché aveva 40 anni. Per cinque anni a cena insieme e a dormire (poco) nello stesso residence. Saggio e con i piedi per terra, in un successo incredibile che poteva travolgere tutto e tutti. Una complicità che è durata nel tempo con i protagonisti di quella fortunata trasmissione. A fine ottobre, mentre ero ammalato di Covid, mi ha scritto: “Antò, ma perché hai preso il Covid adesso che a gennaio esce quello nuovo?”. A fine settembre dovevo incontrarlo perché voleva parlarmi di “Tre amici al bar”, spettacolo teatrale con Sergio Vastano (altro compare del Drive in) che sperava di portare in tivù. Adesso non ci resta che piangere». In pochi tratti sapienti che rivelano conoscenza profonda, amicizia autentica e tanto affetto Antonio Ricci, descrive e ricorda di Gianfranco D'Angelo – che fu uno dei primi conduttori del suo Tg satirico, Striscia la notizia – morto il giorno di ferragosto dopo una breve malattia alla soglia degli 85 anni (li avrebbe compiuti il 19 agosto).
L’attore comico e cabarettista nato a Roma, esordisce in teatro come attore nel 1963 con I Teleselettivi, commedia satirica in cartellone al Teatro delle Arti, continuando poi a recitare al teatro Cordino – costituito da lui e dai suoi amici nel cuore di Trastevere – in spettacoli scritti da Maurizio Costanzo. Dopo aver partecipato insieme a Renzo Montagnani a Federico eccetera eccetera, programma radiofonico di Costanzo, nel 1968 viene chiamato da Lando Fiorini e lavora al Puff fino al 1970, quando Garinei e Giovannini lo scelgono per il ruolo dell’Arcivescovo tedesco in Alleluja brava gente con Renato Rascel e Gigi Proietti. Lavora in vari cabaret d’Italia, fra cui il Derby di Milano e in seguito inizia la sua collaborazione con il teatro romano Il Bagaglino che lo porterà a lavorare con Gabriella Ferri, Oreste Lionello, Enrico Montesano e Pippo Franco.
L’esordio televisivo avviene in Rai nel 1971 quando partecipa al programma Sottovoce ma non troppo. Successivamente prende parte al programma Foto di gruppo, nel quale affianca Raffaele Pisu. Interpreta un commissario di polizia nel film per la televisione La bambola, della serie La porta sul buio, prodotta da Dario Argento e andata in onda sulla Rai nel 1973. Negli anni Settanta partecipa a Milleluci (1974 con Raffaella Carrà), Dove sta Zazà (1973) e Mazzabubù (1975). Durante il Giro d’Italia del 1978 e del 1979 è commentatore televisivo in diretta del Dopotappa. Nell’autunno del 1979 è il protagonista de La sberla (regia di Giancarlo Nicotra) seguito da 19 milioni di telespettatori. A questo seguiranno C’era una volta Roma (1979), Tilt (1979 con Stefania Rotolo e regia di Valeriu Lazarov alla sua prima esperienza in Italia), Ma ce l’avete un cuore (1980), Signori si parte (1981, regia di Romolo Siena), e TV 1 (estate 1983). Al cinema recita con Alvaro Vitali, Lino Banfi e Renzo Montagnani in numerose commedie sexy all’italiana negli anni 70-80. Dal 1983 è uno dei protagonisti di Drive In (Italia 1): inimenticabile l’interpretazione del signor Armando, proprietario e addestratore del cane “Has Fidanken”. E ancora il Tenerone, le imitazioni di Pippo Baudo e Katia Ricciarelli (all’epoca consorti), Sandra Milo, Roberto Gervaso, Piero Angela e Raffaella Carrà. Nel 1988 conduce su Italia 1 insieme a Ezio Greggio la prima stagione di Striscia la notizia e conduce i programmi Odiens (insuperabile l’imitazione di Marisa Laurito) e Televiggiù. Nel 1992 è il protagonista della sitcom Casa dolce casa, assieme ad Alida Chelli e Enzo Garinei in cui compare anche la figlia, Daniela D’Angelo, nel ruolo della figlia. Torna in Rai nel 1993 conducendo, affiancato da Gabriella Carlucci lo spettacolo Luna di miele. Nel biennio 1995-1997 è Diavolik, con la Carrà nei panni di Eva Kant in Carràmba! Che sorpresa. Nell’estate 1996, fra le altre partecipazioni, ci sono il Gala di Raiuno a Cannes, la trasmissione Su le mani al Bandiera gialla di Rimini, il Festival di Castrocaro. Nel 1996-1997 è il comandante dell’esercito di Retromarsh!!! Nel ’99 conduce le «inchieste« per carpire i segreti dei Vip nella trasmissione Segreti e Bugie. Dopo aver vinto quattro Telegatti, nel 2001 vince il Delfino d’oro alla carriera. Nella stagione 2009-2010 conduce insieme alle figlie un programma di cucina denominato Locanda D’Angelo su Alice TV. Nel 2015 partecipa a Italiàs Got Talent, su Sky, come concorrente ospite, senza essere giudicato. Nel 2017 è in tournèe teatrale con Quattro donne e una canaglia con Corinne Clèry, Barbara Bouchet, Marisa Laurito e Paola Caruso. Nel 2019 appare nel film W gli sposi diretto da Valerio Zanoli con Paolo Villaggio nella sua ultima interpretazione cinematografica, Iva Zanicchi, Carlo Pistarino, Marisa Laurito, Lando Buzzanca, Corinne Clèry e Giulio Berruti.
