Al Pin Up l’Improbabile tour della Bandabardò

19 Marzo 2015

Il live a Mosciano Sant’Angelo. Enriquez: «Da 21 anni preferiamo cantare dal vivo che fare dischi»

MOSCIANO SANT’ANGELO. Oltre mille concerti in 21 anni la incoronano come una delle band più vitali in Italia. La Bandabardò farà tappa sabato (21 marzo) al Pin Up di Mosciano Sant’Angelo con L’Improbabile Club Tour. Ad aprire il concerto sarà il gruppo abruzzese Le Strade del Mediterraneo. Il Centro ha intervistato Erriquez, leader della Bandabardò, al secolo Enrico Greppi, in occasione della data abruzzese. Il concerto inizierà alle ore 22, biglietti €13 disponibili nei punti vendita CiaoTickets.

Partiamo dal titolo del disco, pubblicato lo scorso anno. Perché “L’improbabile?”

«E’ un titolo universale, ha molte applicazioni. Si riferisce a noi come gruppo musicale. Siamo nati battezzati come “gli improbabili della musica”, che fanno scelte fuori dagli schemi. Ma anche al fatto che oggi è tutto un po’... improbabile. La gente non riesce a progettare il quotidiano, figuriamoci il futuro».

Per scrivere il disco avete trovato la giusta ispirazione in Umbria, nell’agriturismo di Jacopo Fo...

«È stato scritto lì con una facilità disarmante. Noi crediamo molto nella forza del luogo come potenza ispiratrice. I muri, i colori, gli odori ti ispirano in maniera diversa. È stato facile scrivere le nuove canzoni nel verde umbro».

L’album vede la partecipazione di alcuni ospiti. Come nasce quella di Alessandra Contini, voce de Il Genio?

«Alessandra è stata una scelta precisa. “E allora il cuore” è una canzone di una dolcezza particolare. Era da tanto che cercavo una voce femminile con cui cantare. Alessandra è stata bravissima, ha portato tutta la sua sensualità e la sua dolcezza».

Quanto vi sentite cambiati in oltre 20 anni di attività?

«Ci sentiamo un po’ cambiati fisicamente, quello sì. Ci siamo appesantiti e qualche capello in meno c’è, ma come indole e filosofia di vita non siamo mai cambiati. Quando tanti artisti puntavano sul disco noi pensavamo già che fosse meglio andare in giro a fare il live. L’energia dirompente nel suonare ce l’abbiamo sempre».

Parliamo del docufilm a voi dedicato da Sky Arte per i 20 anni di attività, “Bandabardò - Un mistero italiano” con Carlo Lucarelli.

«Un bel regalo. All’inizio abbiamo un po’ nicchiato. Abbiamo scelto di stare fermi per il ventennale, per evitare di autocelebrarci. La parola film ci ha aperto l’immaginazione. Da un’indagine semiseria di Lucarelli è venuta fuori una cosa molto carina. È incentrata sul mistero del successo di questi ragazzi toscani, nonostante il percorso poco discografico e il disinteresse della stampa».

Come definireste il vostro rapporto con l’Abruzzo?

«Un rapporto di gratitudine. L’Abruzzo è stata una delle primissime regioni che ci hanno capito. Abbiamo iniziato a suonare tantissimo in Abruzzo perché con il pubblico c’è stata una simbiosi».

Rosa Anna Buonomo

©RIPRODUZIONE RISERVATA