Allevi: «Torno nel mio Abruzzo»

30 Luglio 2018

Il pianista marchigiano in concerto oggi a Vasto: a Teramo sono nate mia madre e mia sorella

Fa tappa in Abruzzo il tour dell’eterno ragazzino della musica classica-contemporanea. Giovanni Allevi sarà a Vasto, in Piazza del Popolo, stasera (inizio alle 21) con un concerto che si preannuncia magico. Il compositore marchigiano torna a calcare i palchi d’Italia con l’Equilibrium Tour Summer 2018, che prende il nome dal suo ultimo disco “Equilibrium”. La musica di Allevi prenderà vita attraverso il suo pianoforte e 13 archi dell’Orchestra Sinfonica Italiana. Il concerto è organizzato da Alhena Entertainment e Ventidieci. I biglietti sono in vendita nei circuiti TicketOne, Ciaotickets e in questi punti vendita Sisal: bar New Terminal e bar Naumachia a Vasto; Bar Ferrari a Vasto Marina; bar La Sfinge a San Salvo e tabaccheria Motta a Termoli. L’artista assumerà i diversi ruoli di compositore, pianista e direttore d’orchestra, con una scaletta che alternerà le atmosfere seducenti delle nuove composizioni e i brani più celebri della sua ventennale carriera.
Un disco e un tour che si chiamano Equilibrium, ma cos’è per Giovanni Allevi l’equilibrio?
È un ideale che per fortuna poche volte raggiungiamo. In realtà, tutta la mia opera si risolve in un inno allo squilibrio.
Cosa c’è in questo album che lo rende diverso dai suoi altri lavori?
È un album coraggioso che va controcorrente. Mentre oggi l’ascolto della musica si è fatto veloce e distratto, io conduco la musica verso forme dilatate e complesse, col rischio di non essere compreso. Ma il grande entusiasmo con cui è stato accolto il tour internazionale di Equilibrium mi fa pensare che il coraggio sia sempre una buona strada da seguire.
È stato più volte definito il ragazzo prodigio della musica classica contemporanea: si ritrova in questa definizione?
Dopo aver attraversato gli anni della critica feroce e della denigrazione da parte del cosiddetto mondo accademico, ricevere una definizione così lusinghiera è una grande rivincita. Bisogna avere fiducia nel tempo e nella perseveranza.
Ha girato il mondo: qual è il posto in cui torna sempre?
Mi mette sempre di buon umore il caos ordinato della stazione dei treni di Tokyo.
E dell’Abruzzo cosa le piace?
L’Abruzzo è dentro di me! Mia madre, mia sorella e le fantastiche zie sono nate a Teramo, dove sono stato moltissime volte da bambino. Dell’Abruzzo amo il silenzio di Campo Imperatore, il conservatorio di Teramo dove ho fatto un esame di pianoforte, e il Tacchino alla Canzanese, e detto da un vegano vale doppio!
Ha dichiarato di non aver alcun pianoforte in casa: compone la musica nella sua testa?
Sì, ma non deve stupire. Per comporre una sinfonia o un concerto per violino e orchestra, il pianoforte non è molto utile. Scrivo soprattutto di notte, nel momento della mia immancabile insonnia. Anche non dormire, a volte, può risultare una benedizione.
E se non fosse stato un musicista, cosa avrebbe fatto nella vita?
C’è una disciplina scientifica che è stata l’oggetto della mia tesi di laurea in Filosofia, ed è la fisica quantistica. In un’altra vita avrei voluto lavorare al fianco di Paul Dirac, colui che ha teorizzato l’antimateria.
Eppure c’è anche l’Allevi scrittore, reduce dalla pubblicazione del libro “L’equilibrio della lucertola”, uscito lo scorso aprile ed edito da Solferino.
Un apologo intenso e lieve, dedicato a tutti coloro che, di tanto in tanto, si sentono vacillare e hanno paura di cadere. Una favola che come la musica parla direttamente al cuore, per risvegliare una capacità che tutti abbiamo dentro: ascoltare noi stessi e rigenerarci.
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