«Amo Timballo e Abruzzo»

L’attore ceco-avezzanese Franek sul set a Campli
PESCARA. E' nato con l'obiettivo di promuovere il territorio e i suoi sapori, parlando di integrazione attraverso il cibo, “Timballo. Una grande cucina”. Le riprese del cortometraggio, diretto da Maurizio Forcella e durate un'intera settimana, sono terminate domenica scorsa.
“Timballo. Una grande cucina” è stato girato a Campli e ha visto come protagonista del lavoro un piatto tipico della cucina teramana: il timballo, appunto. Non la ricetta tradizionale, però, bensì una versione rivisitata con l'aggiunta del cous-cous, con lo scopo di trasformare un piatto locale in “piatto dell'integrazione”, che ben si sposa in un contesto come quello di Campli, dove risiedono numerosi immigrati. Il corto è stato voluto dal Comune di Campli, promosso dall'associazione Itaca e prodotto da Officina Azzurra, in collaborazione con la Bro Company Napoli. Nel cast, nomi noti del cinema e del teatro: Maria Grazia Cucinotta, Nunzia Schiano, Ivan Franek, Niko Mucci, Fabio Balsamo. Protagonista del corto è Adelina, una cuoca con un sogno: far assaggiare il suo timballo alla conduttrice di un programma di cucina. Ci riuscirà grazie all'aiuto di tre idraulici migranti, che l'aiuteranno a preparare una ricetta in cui tradizione e innovazione si fondono. La ricetta proposta nel film è stata realizzata dagli studenti dell'Istituto Crocetti di Giulianova, vincitori di un contest legato al progetto.
Uno dei tre immigrati è interpretato dall'attore ceco Ivan Franek, che si è raccontato al Centro in occasione delle riprese del corto. «
Interpreto Dragan, uno straniero che si ritrova in Italia, a Campli, e che con altri due immigrati fa riparazioni a domicilio. Il mio è un personaggio rude, sempre arrabbiato, ma che nasconde molta umanità e paura. Uno straniero che si ritrova in un Paese che non è il suo e che non si sente al suo posto», dice Franek.
Nato nella Repubblica Ceca, residente in Francia, Franek vive attualmente ad Avezzano con la compagna abruzzese e due bambini. Dell'Abruzzo ama «la terra, la gente». E, naturalmente, la cucina.
«L'Abruzzo ha una grande ricchezza: la natura, con boschi e montagne strepitosi, e il mare. E' una bellezza che mi ha colpito. La prima volta che sono arrivato qui risale al 2006, quando stavo girando un film ad Avezzano», spiega. «Dell'Abruzzo apprezzo anche la sua cultura culinaria. Ho assaggiato per la prima volta il timballo teramano qualche giorno fa a Campli, davvero molto buono. Il nostro diventa un timballo vegetariano per motivi religiosi di questi tre immigrati che si ritrovano a preparare una ricetta particolare, con il cous-cous. E' importante mantenere le tradizioni e saperle trasmettere, ma lo è altrettanto aprirsi a nuove cose e sperimentare. L'integrazione, in questo cortometraggio, passa attraverso il cibo: cultura e tradizioni diverse si mischiano. Vengono messe in evidenza la positività dello straniero e l'apertura di chi lo ospita, in un momento in cui di pregiudizi ce ne sono tanti, soprattutto dopo gli ultimi attentati».
Tra i film a cui ha Franek ha preso parte nella sua carriera ce n'è uno che ha conquistato un Oscar: “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino. Un riconoscimento che l'attore ceco commenta così: «.L'Italia ha bravissimi registi, bravissimi professionisti. Ma oggi al cinema italiano, più di tutto, manca un pubblico che guarda il cinema italiano, che è curioso davanti al cinema d'autore. E mancano produttori che hanno la voglia di sperimentare, dovrebbero osare un po' di più. Il cinema italiano è sempre presente e sempre premiato ai grandi festival. E' molto riconosciuto, ma molto di più fuori che a casa. Questo dispiace».
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