Anche Di Pietrantonio nelle terne dei finalisti al Premio Croce

Nell’anno di Dante Alighieri, a 700 anni dalla morte del padre della lingua italiana, non poteva che aprirsi nel nome del sommo poeta il Premio nazionale di cultura Benedetto Croce di Pescasseroli....
Nell’anno di Dante Alighieri, a 700 anni dalla morte del padre della lingua italiana, non poteva che aprirsi nel nome del sommo poeta il Premio nazionale di cultura Benedetto Croce di Pescasseroli.
La 16esima edizione dell’autorevole concorso di narrativa, saggistica e giornalismo intitolato al filosofo, critico e politico abruzzese ha aperto ieri i lavori con l’ufficializzazione delle terne scelte dalla giuria e con la lectio magistralis “Il concetto di patria nella Divina Commedia” di Luca Serianni, in streaming sul canale YouTube del liceo classico Gabriele d’Annunzio di Pescara. Nell'intervento del linguista e filologo, accademico dei Lincei, riferimenti a Dante e a Croce, che cento anni fa celebrò da ministro della Pubblica istruzione il 600esimo anniversario dantesco, e al 160esimo anniversario dell'Unità d'Italia.
All’incontro erano collegate col liceo D'Annunzio le trentasei le giurie popolari: trenta scuole, comprese per la prima volta una di Siena e una di Carpi, oltre a Candela (Foggia) e ventisette scuole abruzzesi; due istituti di pena (Pescara e Sulmona), tre università della terza età (Lanciano, Sulmona, Popoli), le associazioni di Pescasseroli.
Nel corso dell’incontro on line sono state annunciate le terne definite dalla giuria, a partire dalle cinquine già individuate.
La terna per la sezione Narrativa: la scrittrice arsitana Donatella Di Pietrantonio col suo nuovo romanzo familiare “Borgo sud” (Einaudi), dal nome dell’antico quartiere marinaro di Pescara, prosecuzione de “L’Arminuta”, premio Campiello 2017 e vincitrice di innumerevoli altri riconoscimenti; Paolo Di Stefano, siciliano di Avola, con “Noi” (Bompiani), un ritratto di famiglia e il dialogo mai interrotto col fratellino minore, morto a cinque anni; Silvia Avallone con “Un'amicizia” (Rizzoli), quella nata tredici anni prima tra la schiva Elisa e l’ormai famosa Beatrice, per una riflessione sul rapporto tra immagine social e realtà.
Questa la terna per la sezione Saggistica: Alessandro Barbero con “Dante” (Laterza), un’indagine sul Sommo, dall’adolescenza al mondo oscuro della politica ai vagabondaggi dell'esiliato che scopre i tanti mondi dell'Italia del Trecento; Paolo D'Angelo e “La tirannia delle emozioni” (Il Mulino), saggio sull’onda di sentimenti ed emozioni che oggi attaversa la società investendo anche le diverse forme di espressione artistica e la riflessione sull'arte; Carlo Rovelli con “Helgoland” (Adelphi), che ricostruisce genesi e affermazione della rivoluzionaria teoria scientifica dei quanti, avviata nell’estrema isola del titolo nel 1925 dal 23enne Werner Heisenberg.
Infine per Letteratura giornalistica la terna finalista è composta da Goffredo Buccini con “Italiani e no (Dagli albanesi ai «taxi del mare». Storia di un paese a galla su trent'anni di paure)” pubblicato da Solferino, Beppe Severgnini con “Neo Italiani” (Rizzoli) e, Antonio Polito con “Le regole del cammino” (Marsilio).
I giurati hanno due mesi e mezzo per leggere i libri ed esprimere un giudizio. Si arriverà così al 21 maggio, quando sull’emittente aquilana LaQTv ogni giuria popolare proporrà un video con la sua scelta e relativa motivazione; nella trasmissione interverranno la scrittrice Dacia Maraini, presidente di giuria, e Riccardo Franco Levi, presidente Aie (Associazione italiana editori). All'indimenticabile attrice e autrice Franca Valeri il riconoscimento alla Memoria, assegnato dal Croce a una personalità della cultura morta l’anno precedente la premiazione.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
