Animali notturni e fantastici Shoah e Agnus Dei
di Anna Fusaro Si chiude una saga cinematografica e se ne apre un'altra. Conclusa l'epopea di Harry Potter prende il via una nuova fiaba, sempre scaturita dall'inventiva della scrittrice Joanne K.Rowl...
di Anna Fusaro
Si chiude una saga cinematografica e se ne apre un'altra. Conclusa l'epopea di Harry Potter prende il via una nuova fiaba, sempre scaturita dall'inventiva della scrittrice Joanne K.Rowling. Esce oggi il fantasy “Animali fantastici e dove trovarli”, prequel delle storie del maghetto e primo capitolo di una cinquina di film. Protagonista il "magizoologo" Newt Scamander, interpretato dal premio Oscar, Eddie Redmayne. L'azione si sposta da Hogwarts a New York e indietro fino al 1926, quando Scamander, autore del testo scolastico sulle creature fantastiche del mondo parallelo, torna da un lungo viaggio di ricerca sulle creature magiche. L'avventura decolla quando da un'innocua valigetta fuggiranno alcuni degli animali fantastici di Newt, creando molto scompiglio e tensioni tra il mondo dei maghi e quello dei babbani. Sotto testo un ragionamento sulla paura dell'altro. Dirige David Yates, già regista di quattro Harry Potter.
Ben altri tipi di animali sono quelli notturni di Tom Ford, già capo stilista di Gucci passato alla regia nel 2009 con il bello e funebre “A single man”, dal romanzo di Christopher Isherwood. Per l'opera seconda “Animali notturni”, Gran Premio della giuria a Venezia, Ford parte nuovamente da una fonte letteraria, il libro di Austin Wright, “Tony e Susan”. In questo thriller ambiguo e perturbante, Amy Adams interpreta l'affermata gallerista Susan, ossessionata dal libro speditole dall'ex marito Edward (Jake Gyllenhaal), lasciato vent'anni prima. Nel romanzo, “Nocturnal Animals”, Edward racconta la tragica vacanza in Texas di un uomo, Tony (che nell'immaginazione di Susan ha le sembianze dell'ex marito), con moglie e figlia, caduti in mano a una violenta banda di balordi. Durante la notte Susan s'immerge nella lettura del romanzo, ricavandone un tormento crescente.
Un terribile episodio della Seconda guerra mondiale è al centro di “Agnus Dei” di Anne Fontaine, che fa luce sulle violenze compiute dai soldati sovietici in un convento di suore in Polonia. Il racconto prende le mosse nel 1945, a guerra appena finita, quando Mathilde (Lou de Laâge), giovane infermiera della Croce Rossa francese, segue suor Maria (Agata Buzek) in un vicino convento isolato nella campagna polacca. Qui sette suore, violentate dai militari dell'Armata Rossa, stanno per partorire. Denso di interrogativi morali, gli stessi che agitano le povere monache, “Agnus Dei” è un film potente che contrappone la pietas femminile all'ipocrita rigore dell'autorità ecclesiastica.
Si riannoda al tragico passato europeo anche il dramma giudiziario “La verità negata”, di Mick Jackson, con Rachel Weisz nei panni della storica Deborah Lipstadt, citata in giudizio dal saggista britannico David Irving (Timothy Spall) per diffamazione. Nel libro “Denying the Holocaust” Lipstadt lo aveva definito un negazionista e in aula, gravando su di lei l'onere della prova, dovette dimostrare che la Shoah non era un'invenzione.
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