Anna esce dal coma sulle note dei Maneskin

TORINO. Per tre mesi le hanno provate tutte per risvegliarla dal coma, ma Anna, profuga ucraina di 16 anni gravemente ferita in un incidente stradale in cui è morto il padre, mentre la famiglia...
TORINO. Per tre mesi le hanno provate tutte per risvegliarla dal coma, ma Anna, profuga ucraina di 16 anni gravemente ferita in un incidente stradale in cui è morto il padre, mentre la famiglia fuggiva dalle bombe, non ha mai dato risposte. A riaccendere le speranze dei medici dell'ospedale Cto di Torino, dove è stata trasportata da Leopoli dai volontari di MirNow, sono stati i Maneskin. La voce di Damiano, il giro di basso di Victoria, la chitarra di Thomas e la batteria di Ethan hanno suscitato nella ragazza le reazioni tanto attese dai sanitari. E dalla sua famiglia, che ora spera di vederla tornare a una vita normale. «Anna era in coma neurovegetativo», spiega Maurizio Beatrici, direttore di neuro-riabilitazione del Cto. «Progressivamente le abbiamo ridotto la sedazione, ma non c’è stata risposta e non si è svegliata». Sino a giovedì sera, quando si è deciso di provare con la musica dei Maneskin, la band preferita dalla sedicenne («Le piace molto il pop coreano», aveva detto la sorella, traducendo dall’ucraino all’inglese le parole della madre. «Ma va pazza per i Maneskin») Acceso Spotify, la sala multisensoriale viene invasa dai branic della band schierata contro Putin. «Un nostro allievo fisioterapista ucraino le ha chiesto nella sua lingua di muovere una mano e lo ha fatto nel modo in cui le è stato chiesto», spiega Beatrici. «Dopo un trauma come il suo, si tratta del primo stato di vigilanza post-coma». Un miracolo, il secondo dopo quello che a febbraio l’ha portata fino a Torino.

