Arte bianca, tutte le bugie del mangiare sano

6 Novembre 2018

In un convegno a Pescara falsi miti sul cibo alimentati da una spettacolarizzazione mediatica

PESCARA. Pane nero che fa digerire, pane che non fa invecchiare, pizza della lunga vita, cibi che curano, cibo a km 0 prodotto e venduto nel raggio di 70 (settanta) chilometri, bio di facciata . Troppe bugie, troppi messaggi ingannevoli nel mondo dell’arte bianca - colonna portante del made in Italy- da reclamare più tutela, più educazione alimentare, più professionalità. E’ il quadro tracciato dalla Fiesa-Federazione italiana esercenti specialisti dell’alimentazione e da Confesercenti Abruzzo chiamando all’appello esperti alimentari, giornalisti, addetti alla ristorazione, panettieri e pizzaioli artigiani alla Camera di commercio a Pescara. “Arte bianca: fake news, disinformazione, reati e sanzioni”, un’intensa giornata di comunicazioni promossa in collaborazione con l’Ordine nazionale dei giornalisti e Ordine dei tecnologi alimentari d’Abruzzo, per smascherare mostri e falsi miti sul cibo alimentati da una spettacolarizzazione mediatica ormai senza controllo né affidabilità. «Portare l’educazione alimentare fin dalla scuola primaria e incentivare la formazione delle diverse professionalità del ciclo alimentare e distributivo», hanno riassunto Daniele Erasmi e Lido Legnini, rispettivamente presidente e direttore Confesercenti Abruzzo, «servirà ad arginare la valanga di fake news: l’agroalimentare è il secondo settore di produzione del Pil in Italia, elevare il livello culturale del comparto è necessario». Nella confusione generale proliferano false credenze - healthy food, superfood - alimentate da abili strategie di marketing e giocate sull’emozione, ciò che il consumatore ricerca, hanno raccontato i tecnici invitati a relazionare. «Oggi non si mangia più per fame», ha detto il nutrizionista Antonio Pacella, «il cibo ha perso il suo valore originario ed è diventato business, merce, slogan, marketing, status symbol da postare sui social. Nella patria della dieta mediterranea, sedici milioni di adulti sono in sovrappeso, mentre altrove nel mondo ottocento milioni di persone muoiono per fame. Dobbiamo difenderci dal troppo, preoccuparci di variare l’alimentazione perché mangiamo sempre le stesse cose, per ricorrere al wellness coach che ci dirà come comportarci: una situazione paradossale».
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