Ballando con Milly e Selvaggia
Stasera torna il talent della Carlucci: «La Lucarelli in giuria»
ROMA. E le stelle continuano a ballare. Tutto è pronto per stasera, quando prenderà il via l’undicesima edizione dello show di Milly Carlucci che insegna a vip e sportivi a danzare, sotto la guida esperta di ballerini professionisti e l’occhio inflessibile della giuria. E’ la padrona di casa a guidarci nell’edizione 2016 di “Ballando”. Nuova presenza in giuria, dove con Ivan Zazzaroni, Carolyn Smith e Guillermo Mariotto ci sarà Selvaggia Lucarelli. Confermato Paolo Belli in un ruolo che da sempre è ben più di quello della “spalla” della conduttrice.
Selvaggia è stata da lei definita come “l’anti-Mariotto” della giuria, perché?
«Dopo anni di strapotere di Mariotto, che era l’ultimo a parlare e dava sempre il colpo di grazia, ora ci sarà Selvaggia. La sua vera arma è l’ironia, che le permette di dire cose efferate con un modo divertente. Lei e Mariotto sono due persone differenti con lo stesso dono: la battuta di ferro ricoperta di velluto».
Insomma, una giuria che mette ancor più paura. Le “stelle” invece sono la cantante Rita Pavone, la poliedrica Platinette, il conduttore tv Enrico Papi, Pierre Cosso (il bello del “Tempo delle mele”), gli attori Margareth Madè, Iago Garcia, Michele Morrone, Asia Argento e Lando Buzzanca, il giornalista Salvo Sottile, la campionessa paralimpica Nicole Orlando, il modello Daniel Nillsson.
Platinette è il nome più a sorpresa tra i partecipanti. «Plati ha compiuto un lungo percorso personale per esserci. Ha perso molti chili e acquistato una mobilità che non aveva per poter affrontare il provino. Porsi un obiettivo pubblico è stato il suo modo per mantenere la promessa. Bel messaggio».
C’è chi combatte contro un tumore, come la giurata Carolyn Smith. Come riesce a starle vicina? «Carolyn è una forza della natura. È un esempio. Appena ha avuto la notizia mi ha chiamato, e il primo appoggio che le ho dato è stato pratico, purtroppo per motivi familiari ero passata attraverso tante storie così. Poi c’è stato “Ballando on the road” (il Giro d’Italia del cast, ndr) e lei è stata incredibile: usa il lavoro come terapia».
Lo ha fatto anche lei, Milly, andando in onda subito dopo la morte di sua madre. «Per fortuna questo lavoro ti impegna la testa al 100%. Quella notte mamma mi esortava ad andare via, non voleva che restassi perché sapeva che dovevo lavorare. Lei è stata la mia prima sostenitrice e mi ha insegnato per tutta la vita, con il suo esempio, proprio questo: non cedere mai, reagire lottando il doppio di fronte a un problema grosso. Nei momenti in cui non ce la faresti a sopportare, hai nel lavoro un anestetico, perché sei costretto a occuparti di altro. Buttare il dolore indietro, tuttavia, non lo fa scomparire, e riemerge nei momenti più impensati. Quindi il lavoro serve a gestire le emergenze ma non risolve i problemi».
Quante ore di allenamento servono per trasformare le “star” in ballerini? «Tante, tantissime, anche dieci ore al giorno. Dipende dalla costituzione e dalla resistenza di ciascuno. Non si può sovraccaricare un fisico non allenato. Enzo Miccio a causa dell’eccessivo allenamento ha avuto delle microfratture e si è dovuto fermare».
Qual è stato, di tutte le edizioni, il più difficile da allenare al ballo? «Raz Degan non riusciva a ricordare le coreografie. Gli mancava la memoria coreografica. E quella o ce l’hai o non ci puoi fare nulla. Eppure arrivò in finale».
Il suo nome è legato a doppio filo con lo show. Non le viene mai voglia di buttare tutto all’aria e fare altro? (ride) «Sono felice che il mio nome sia legato a Ballando, perché il programma mi rappresenta. Sto facendo, e questa è una fortuna rara, la cosa che più mi piace. Il ballo, la musica, le performance, i trucchi e le pettinature: poter creare tutto questo è l’appagamento di una passione. Statene certi, vi faremo divertire.(a.l.)
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