Barbero racconta il suo Dante “rapper”

Per il settecentenario della morte del poeta, un libro e un docufilm
ROMA. C'è chi lo chiama «rockstar» del web e della tv, chi gli ha dedicato pagine social da migliaia di follower, chi non perde una sua lezione, tanto che i suoi podcast sono al secondo posto nella classifica 2020. Ma il tutto - dice lui - «a mia insaputa». Parola di Alessandro Barbero, docente universitario e storico con migliaia di fan, anche giovanissimi. E ai giovani, spera, piacerà il «suo» Dante, domani sera alle 21.10 su Rai Storia. Nel 2021 ricorrono i settecento anni dalla morte del Sommo Poeta e nell’occasione lo storico è in libreria con un volume e in tv con un docufilm, «Alighieri Durante, detto Dante. Vita e avventure di un uomo del Medioevo», scritto con Davide Savelli per la regia di Graziano Conversano, per riscoprire il Sommo Poeta. «Un grandissimo intellettuale, un poeta tra i più grandi della storia del mondo», spiega Barbero, «e un uomo pieno di impegni, di passioni, ma anche di contraddizioni. L'uomo che ha fatto politica invocando la concordia e il bene comune, ma è finito condannato per corruzione; l'uomo che voleva essere al di sopra delle parti, ma è stato uomo di partito e di regime. E l'uomo che ha vissuto l’amore e ci racconta cosa voleva dire questo nel Medioevo». Il docufilm ricostruisce i primi 36 anni di vita di Dante, dall'infanzia all'esilio da Firenze. Gli anni della formazione, in cui incontra Beatrice, combatte come cavaliere a Campaldino e decide di entrare in politica. E scrive sonetti che il docufilm affida a due giovani rapper, Emme Mash ed Elle, che lo interpretano, fedelmente, a modo loro. «Un'idea degli amici di Rai Storia», spiega Barbero, «che ci permette di ricordare che i sonetti diventavano canzoni». Un Dante al quale rendere giustizia, al di là delle “costrizioni” della scuola e dei luoghi comuni. «La cosa che mi ha colpito di più», conclude Barbero, «è stato scoprire che quest'uomo, sicuramente convinto di essere incorruttibile, un profeta che denunciava i mali del mondo, in realtà ha “trafficato” molto con la propria immagine, anche nella Commedia, nascondendo alcune cose di sé. Ma proprio questo me lo rende più caro, più vicino, più umano».
