“Bellezza creativa”, la mostra di Gigino Falconi alla Camera

Il pittore abruzzese (Giulianova, 1933) torna a esporre con una personale a Roma Scelte opere di ispirazione religiosa e di ricerca figurativa tra umano e divino
GIULIANOVA. Opere della Collezione Gigino Falconi in mostra alla Camera dei deputati - Sale del Cenacolo e della Sacrestia del Complesso di Vicolo Valdina, dal 17 al 26 gennaio (tutti i giorni dal lunedì al venerdì, dalle 11 alle 19) per onorare le celebrazioni del 75° anniversario dell'entrata in vigore della Costituzione della Repubblica.
La nuova personale del maestro Falconi (Giulianova, 1933) protagonista di una lunga e intensa stagione figurativa, ha per titolo “Bellezza creativa” ed è curata da Don Stefano Peretti e Giuseppe Bacci, l'inaugurazione è per mercoledì 17 alle 16.30 nella sede del Complesso in Piazza in Campo Marzio, alla presenza del presidente della Camera, Lorenzo Fontana. Protagoniste della mostra sono significative opere realizzate dal pittore abruzzese scelte nel loro significativo richiamo al dialogo, in linea con quanto auspicato dal Concilio Vaticano II, tra Chiesa contemporanea e mondo dell’arte. Particolare attenzione è posta ai temi universalistici quali l’Amore di Dio Padre per tutti i suoi figli, l’esperienza collettiva del dolore a causa della guerra e la speranza di una comune rigenerazione. “Bellezza creativa” si sviluppa in un duplice appuntamento “in rete”, nelle due sale della Sacrestia e del Cenacolo, carica di particolare suggestione e capace di stimolare studiosi e fruitori, sottolinea il cocuratore Bacci. Negli spazi espositivi si concentrano una ventina opere, alcune create appositamente per l’occasione e installate tra la sala della Sacrestia e la sala del Cenacolo. Nella Sacrestia esposte le opere della produzione artistica di ispirazione religiosa, che negli anni '90 dello scorso secolo hanno reso Falconi protagonista della pittura figurativa attraverso una peculiare ricerca artistica: dalle luci delle forme allo stupore del sacro, con l’evidenza del capolavoro titolato “Scena finale del grande teatro del mondo” (1997-99). La sala del Cenacolo ospiterà una selezione di opere di ricerca essenzialmente figurativa dell’itinerario artistico-introspettivo rappresentato dal realismo magico: umano e divino, corporeità e spiritualità concorrono in quella tensione vitale propria della condizione umana. «All’amico Gigino», scrive Don Stefano Peretti nel testo in catalogo «il grazie per essersi umilmente lasciato interpellare dalle realtà contenute nelle sue opere, mediante la pedagogia dell’incontro tra realtà sensibile e realtà trascendente, per aver osato interpretare l’eterno nel quotidiano, per aver ricercato costantemente la congruità tra bellezza e armonia, per aver dato respiro immarcescibile alla caducità di questa nostra stupenda e drammatica scena temporale».
