Biocca, l'autodidatta alla corte di Sgarbi

Il pittore teramano presente alla Biennale di Milano con il quadro "La nave dei folli". Sabato l'inaugurazione allo Spazio Tadini
TORRICELLA SICURA. E' il classico autodidatta. Che però è arrivato ad esporre alla Biennale di Milano. Alberto Biocca, 51 anni, vive a Torricella Sicura e lavora alla Comunità montana di Torricella Sicura (Teramo). Racconta di aver scoperto la passione per la pittura nel 1986, vedendo una mostra di Van Gogh. Da allora ha cominciato a dipingere e ad affinare la sua tecnica. "Ho presentato la richiesta di partecipare alla Biennale tramite internet", racconta il pittore teramano, appena tornato da Milano "mi hanno chiesto un quadro, ho inviato "la nave dei folli" e ho superato la selezione della commissione esaminatrice. E così sono arrivato allo "Spazio Tadini", a Milano, dove sabato scorso si è svolta l'inaugurazione e il mio quadro sarà esposto per un mese. Qui ho potuto conoscere il critico Vittorio Sgarbi (che ha presentato l'evento): il mio quadro gli è piaciuto molto". Alberto Biocca ha fatto un lungo studio sui classici del Rinascimento per poi avvicinarsi al surrealismo. "Ha sentito dal suo profondo la necessità", scrive il critico d'arte Sandro Melarangelo, "di dare forma a visioni impressionanti, che non rappresentano la realtà, ma situazioni ossessive di essa con elementi stranamente e indirettamente collegati in una dinamica simultanea di apparizioni". Un elemento colto anche dalla recensione della stessa Biennale all'opera di Biocca che "porta sulle sue tele una variegata sequenza di tematiche in cui la realtà delle immagini sembra più sognata che vera. Partendo dal linguaggio figurativo di impronta tradizionale, si sposta ad un'osservazione e indagine dialettica tesa al superamento della realtà stessa, spaziando su diversi livelli di comprensione e interpretazione".
