“Blu”, firma abruzzese per il docu sui lavoratori

30 Agosto 2018

Torna al Lido ma fuori concorso la coppia D’Anolfi (pescarese) e Parenti (milanese)

PESCARA. C’è anche una presenza abruzzese alla 75ª Mostra di Venezia. Nella sezione fuori concorso Orizzonti – cortometraggi viene presentato “Blu”, nuovo lavoro della coppia Massimo D’Anolfi e Martina Parenti, lui pescarese lei milanese.
Il corto documentario, della durata di 20 minuti, viene proiettato oggi alle ore 14 al PalaBiennale, con repliche giovedì 6 e sabato 8 settembre (Sala Giardino, rispettivamente alle 17.15 e alle 11). Prodotto da Montmorency Film e Rai Cinema, “Blu” è un viaggio notturno e sotterraneo all’interno della Tbm, la Tunnel Boring Machine, il macchinario (chiamato anche talpa meccanica) usato in tutto il mondo per scavare tunnel e gallerie metropolitane.
Spiegano D’Anolfi e Parenti, sceneggiatori, registi e montatori del film (solo lui firma la fotografia): «La partenza della Tbm da una stazione e l’arrivo alla successiva segnano le tappe del nostro film, un passaggio che va dal buio del lavoro sotto terra alla rottura della paratìa che libera i lavoratori dalle viscere della terra e dalla loro notte infinita. Lo sguardo del film è rivolto a luoghi inaccessibili e invisibili e mostra l’indissolubile legame tra uomini e macchine, tra tecnologia e lavoro manuale, tra sicurezza e paure ancestrali, tra programmazione e casualità. Con “Blu”, omaggio a tutti i lavoratori invisibili, raccontiamo in modo inusuale Milano, la città in cui viviamo». Già al Lido due anni fa col lungometraggio “Spira Mirabilis”, D’Anolfi e Parenti hanno raccontato alcuni aspetti di Milano nei film “Il castello” (sull’aeroporto di Malpensa) e “L’infinita fabbrica del Duomo”. «Ora scendiamo nelle profondità e nel buio delle viscere della città, che custodiscono il suo passato, ma sono anche il luogo in cui si sta costruendo parte del suo futuro. “E quindi uscimmo a riveder le stelle...”». (afu)