Bollani: «A Pescara con le mie passioni il jazz e Napoli»

Il pianista in concerto venerdì al Teatro D’Annunzio «Mi piace improvvisare per non annoiarmi»
«Il jazz è libertà di improvvisare». Parola di Stefano Bollani che venerdì, dalle ore 21, porterà la sua musica al Teatro D’Annunzio. I biglietti sono disponibili su TicketOne e CiaoTickets al costo di 46 euro per la platea e di 32,20 euro per la gradinata (organizzazione Elite Agency). Il pianista ha parlato al Centro del suo nuovo progetto, Napoli Trip, della passione per il jazz e per la musica.
Porta a Pescara il suo progetto “Napoli Trip”. Cosa ama della città partenopea e come nasce questo lavoro?
Tutto. E’ una città con un’energia straordinaria. Sono cresciuto ascoltando Renato Carosone ed è da qui che sono partito: dal grande amore per questo personaggio. Un omaggio a Carosone che è diventato un omaggio alla città. Da tempo avevo voglia di lavorare con Daniele Sepe, il primo a essere stato coinvolto nel progetto. La cosa divertente del disco è che è pieno di musicisti diversi, tra cui un dj norvegese e un mandolinista brasiliano. Poli opposti chiamati a riflettere sulla musica napoletana. Sono stati coinvolti circa venti musicisti. Dal vivo, il progetto è diventato un quartetto con Daniele Sepe, Nico Gori e Bernardo Guerra.
Cos’è per lei il jazz?
Il jazz è una parola che usiamo per definire un genere musicale. Io la uso per definire libertà di improvvisare, che non vuol dire liberà di lanciare note a caso. L’improvvisazione è un’arte nobile, la stessa che praticava Mozart. Moltissimi dei grandi concertisti di una volta usavano l’improvvisazione.
Quanto è importante per lei l’improvvisazione?
Ha un’importanza totale. L’ho capito crescendo e suonando tanto. Ho iniziato a suonare dal vivo molto giovane. Vuol dire che ascolto lo stesso pianista quasi tutte le sere. La cosa importante è che faccia cose diverse e crei la musica sul momento. Ho capito che il mio amore per l’improvvisazione nasce anche dalla voglia di non annoiarmi.
Ha dedicato un suo album agli alieni. Da dove è venuta questa idea?
L’intento era far riflettere sul fatto che questi famosi alieni che ci vengono annunciati nei film come terrificanti e orribili potrebbero anche non essere così malvagi. Siamo abituati a dipingere come malvagio tutto quello che non conosciamo. Attribuiamo le peggiori nefandezze sempre agli altri. Mi sembra molto difficile che in giro per l’universo tutti gli esseri siano più cattivi di noi. Cattivi come l’essere umano ce n’è pochi in giro. Mi stupirebbe, per come ci comportiamo con il pianeta e con gli altri esseri umani, se fossimo i più evoluti e intelligenti.
Il suo late night show “L’importante è avere un piano” ha portato la grande musica su Rai1...
Sono stato molto contento di essere al posto di Bruno Vespa. Mi piaceva l’idea che le signore che accendevano la televisione per avere le ultime novità sul coltello usato a Cogne si trovassero, invece, davanti a un duetto tra me e Vinicio Capossela. L’idea era arrivare a chi non verrebbe a teatro a sentirmi. La tv dovrebbe servire a questo, a far sì che la musica e l’arte raggiungano le persone a casa loro.
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