Campea: «Vi spiego perché il mio Macbeth è una donna...»

PESCARA. Raccontare una delle più celebri opere shakespeariane, il “Macbeth”, in modo innovativo. Questo è l’obiettivo del regista e compositore popolese Daniele Campea che il 3 gennaio darà il via...
PESCARA. Raccontare una delle più celebri opere shakespeariane, il “Macbeth”, in modo innovativo. Questo è l’obiettivo del regista e compositore popolese Daniele Campea che il 3 gennaio darà il via alle riprese del lungometraggio “Macbeth - Neo Film Opera”. Nel 2016 ricorreranno i 400 anni dalla morte del drammaturgo inglese. Campea gli renderà omaggio trasformando una delle tragedie shakespeariane più rappresentate in “un’opera di avanguardia audiovisiva”. Un lungometraggio che spazia dal cinema al teatro, fino all’opera musicale, in cui musica e immagini si fondono indissolubilmente con l’obiettivo di regalare allo spettatore «un’esperienza totale, in cui suoni e melodie plasmano la storia stessa». Una novità è rappresentata dal personaggio di Macbeth, interpretato da una donna, l’attrice Susanna Costaglione. Daniele Campea ha raccontato al Centro la nascita di questo particolare progetto.
Un modo tutto nuovo di proporre il ‘Macbeth’. Come nasce l’idea?
Il progetto è nato prendendo spunto da “Immagini da Macbeth”, spettacolo teatrale diretto da Claudio Di Scanno andato in scena nel capannone dell’ex Heineken di Popoli , questa estate. Era un “Macbeth” con un’impostazione molto moderna, protagonista femminile e atmosfera avanguardista. Da qui l’idea di farne un film con gran parte degli attori dello spettacolo, facendo alcune integrazioni e rielaborandone l’impostazione per farne qualcosa di più cinematografico. Il lungometraggio prende solamente spunto dallo spettacolo, ma poi si sviluppa in maniera completamente autonoma.
In che modo?
Lo spettacolo non dava una connotazione temporale precisa, era legato a dei costumi moderni. Il film ha amplificato questo aspetto. La storia è come se si svolgesse in un futuro post apocalittico in cui si torna ad una sorta di Medioevo. Non ci sono macchine, non c’è tecnologia. Anche la scelta di girare il film all’interno di un capannone abbandonato, l’ex Heineken, rispecchia questa visione. Una delle caratteristiche principali del film è che unirà lungometraggio, opera teatrale e, soprattutto, opera musicale. La musica sarà complementare al film. Non semplice colonna sonora, ma musica che crea la storia stessa. Il tentativo è quello di fornire un’esperienza totale allo spettatore, raccontando il “Macbeth” in modo nuovo.
Il “Macbeth” è tra le opere più rappresentate di Shakespeare. Qual è la sua forza?
Tocca corde molto sensibili. La psicologia dei personaggi è resa con una modernità sconcertante. E’ quasi uno studio scientifico di come la mente può deformare la realtà a proprio piacere. La capacità di scavare davvero a fondo nei personaggi la rende una delle più psicologiche tra le opere di Shakespeare.
Quando uscirà il film e come verrà distribuito?
Nella primavera 2016. Il progetto è quello di farlo uscire nel circuito dei festival, sia in Italia che all’estero, come esordio. Il 2016 sarà l’anno shakespeariano, pieno di iniziative da questo punto di vista.
.Un Macbeth diverso da quello a cui siamo abituati anche perché a interpretare il protagonista sarà una donna..
Sono rimasto folgorato quando ho visto Susanna Costaglione nei panni di Macbeth durante lo spettacolo teatrale. Il fatto di avere un personaggio femminile non ne dà per forza una lettura di genere. Al contrario, il suo modo di interpretare il personaggio lo arricchisce di tantissime sfumature. L’assunto di base di tutto il film è che la storia sia fondamentalmente un incubo, un sogno, in cui le logiche razionali crollano. In questa atmosfera Susanna Costaglione è riuscita a creare un personaggio che va al di là della distinzione sessuale. E’ un personaggio completo che porta tantissimo a tutta la storia.
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