Cannes, da Portman a Vikander: è tempo di donne coraggiose

Jude Law-Enrico VIII in passerella con inediti baffi Il cattivo di De Niro ispirato a Trump: «Uno stupido»
CANNES. Si è tolto i velluti, la barba lunga, gli orpelli cinquecenteschi da re Enrico VIII e non è più pingue come nel film, ma arriva sul red carpet con inediti baffoni: Jude Law a Cannes è una delle star del sesto giorno. Con lui la protagonista Alicia Vikander, che sfila con il marito Michael Fassbender, nel film Caterina Parr, regina consorte d'Inghilterra e Irlanda dal 1543 al 1547, sesta e ultima moglie di Enrico VIII Tudor. È un'altra figura di donna determinata, coraggiosa e affatto succube di cui questa selezione 2023 è particolarmente e forse non a caso ricca, visto il record di sette registe in concorso e una generale apertura di sguardo verso la complessità femminile. Uno dei due film del giorno è Firebrand del brasiliano Karim Ainouz, storia della relazione tra il re inglese e la sua regina simpatizzante per la riforma religiosa e dunque a rischio della vita come eretica nella sanguinosa corte dei Tudor nel sedicesimo secolo. Un bel dramma in costume, in concorso, prossimamente nelle sale italiane. Il secondo è Anatomie d'un chute, anatomia di una caduta, della francese Justine Triet, storia tesissima di un cold case familiare che coinvolge un musicista, la moglie scrittrice e il loro figlio adolescente, ipovedente dopo un incidente. L'uomo viene trovato morto nello chalet sulle Alpi francesi dove la famiglia si è trasferita, la polizia indaga perché non sembra un incidente. L'interpretazione magnetica di Sandra Huller, in concorso anche come “regina di Auschwitz” in The zone of interest di Jonathan Glazer, fa dell'attrice tedesca una super candidata al palmares.
Sul tappeto rosso sfilano anche la premio Oscar Michelle Yeoh, accompagnata dal marito Jean Todt, e una magnifica Marion Cotillard per Little blue girl di Mona Achach e il regista Lukas Dhont.
Altre donne forti in cartellone sono Natalie Portman e Julianne Moore, le due star di May December di Todd Haynes. «L'intera gamma del comportamento umano dovrebbe essere accessibile alle donne perché le donne sono semplicemente esseri umani», ha detto Portman. Nel film è un'attrice che vuole conoscere da vicino la donna che deve interpretare in un film: Gracie (Moore), stigmatizzata 23 anni prima per la sua relazione con un 13enne, avendone lei il doppio. La coppia scandalosa è ancora insieme e l'arrivo dell'attrice di Hollywood sconvolge le loro vite, mentre il comportamento ambiguo della donna aggiunge tensione al melodramma. «Penso che non ci sia limite a quanto può essere esplorato, quindi mi piacerebbe vedere sempre di più», ha detto Portman.
Dopo il trionfo in sala di ieri sera, con record di applausi per Killers of the Flower Moon, il dramma epico e poliziesco oggi l'incontro con la stampa di Martin Scorsese. Il grande osannato cineasta 80enne, con accanto i fedelissimi Leonardo DiCaprio e Robert De Niro abbraccia con affetto Lily Gladstone, l'anima di questo film, un'attrice di 39 anni che offre una performance speciale visto che lei stessa appartiene alla tribù dei Piedi Neri e dei Nasi Forati, ed è commossa alle lacrime per vedere rappresentata «la tragedia del mio popolo». Nell'epopea poliziesca tratta dal romanzo di David Grann, Scorsese esplora cosa accadde nell'Oklahoma degli anni '20 nella terra degli Osage, quando sotto le Grandi Praterie fu scoperto il petrolio e nella comunità dei nativi americani diventati improvvisamente ricchissimi, i bianchi vollero prendersi questa immensa ricchezza. Per William Hale, lo sceriffo bianco interpretato da Bob De Niro, nella cui ragnatela cade anche il nipote sempliciotto, Leonardo DiCaprio, che invece amerebbe sinceramente la sua ricca squaw Mollie, De Niro si è ispirato all'ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump, definito «un uomo stupido». De Niro - William Hale è amato dagli indigeni ignari di quello che sta commettendo contro di loro. «Una parte di lui è sincera. L'altra parte, quella in cui tradisce le tribù», ha detto il 79enne leggendario attore neo papà, «ha l’atteggiamento tracotante, come se avesse da bianco il diritto di farlo. Siamo diventati molto più consapevoli di questa ambivalenza dopo quello che è accaduto a George Floyd», ha sottolineato, «conviviamo con il razzismo sistemico». De Niro dice del film che affronta «la banalità del male, la cosa a cui dobbiamo stare attenti più ogni altra», mentre DiCaprio ha definito Scorsese «il più straordinario regista del nostro tempo: continua ad avere grandissima energia nel realizzare film con storie da non dimenticare».
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