Capestrano capitale della musica

Orbert Davis guida The (R)evolution of Third Stream: festival tra jazz e classica con laboratori gratuiti
CAPESTRANO. “Third Stream” è un’espressione coniata nel 1957 dal compositore Gunther Schuller, in una conferenza alla Brandeis University, per descrivere un genere musicale in grado di compiere una sintesi tra la musica classica ed il jazz. Una relazione tra due generi che non sempre hanno dialogato fra loro, anche se gli esperimenti in tal senso non sono mancati, se solo si pensa agli arrangiamenti del pianista e compositore francese Jacques Loussier. Va proprio in questa direzione “The (R)evolution of Third Stream”, il festival inaugurato martedì a Capestrano dalla società cooperativa Il Bosso, in collaborazione con la Chicago Jazz Philharmonic.
Una rassegna di laboratori, incontri e concerti che ricade all’interno del progetto “Le terre del Guerriero”, finanziato dai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), volto a trasformare il borgo in un parco turistico all’avanguardia, capace di fondere tradizione, arte e innovazione tecnologica. La direzione musicale è affidata al trombettista e direttore d’orchestra Orbert Davis (Chicago Jazz Philharmonic), in sinergia con il Conservatorio “Alfredo Casella” dell'Aquila. Proprio al Conservatorio del capoluogo c'è stata la presentazione ufficiale dell’iniziativa con Cristian Moscone (Il Bosso), insieme al pianista Carlo Morena, alla violinista Dania Cuesta Crespo, a Mark Ingram (anche lui della Chicago Jazz Philharmonic) e allo stesso Orbert Davis, tutti ospiti del direttore dell’istituzione musicale Claudio Di Massimantonio. Punto di riferimento è il Convento di San Giovanni, che progressivamente verrà riconvertito in una Dimora Artistica, un centro dedicato alla creazione e fruizione culturale. Diventerà così la cornice per una serie di eventi di risonanza internazionale nei prossimi tre anni, proprio a partire da questo festival. Ieri e oggi è in programma un workshop sulle dinamiche del “Third Stream” a cura del maestro Davis. «Sono un musicista ma sono anche un compositore», ha detto il maestro alla presentazione dell’iniziatova. «Sono abituato a partire dalla struttura del concerto che proviene dalla tradizione classica europea. Poi però mi piace spingere i miei musicisti a guardare oltre lo spartito, lavorando sull’improvvisazione per tradurre in musica il sentimento. Così la percezione cambia in noi e negli spettatori». Il workshop è gratuito e aperto a tutti i musicisti dei conservatori abruzzesi. Sabato, alle 21 ci sarà il concerto finale in piazza Mercato. Sul palco Davis insieme alla Big Band del Conservatorio diretta da Massimiliano Caporale.

