Carlo Lucarelli: con “Léon” torno alle origini

6 Dicembre 2021

Riecco l’Iguana, feroce serial killer, nel nuovo romanzo del giallista: «Stavolta faccio i conti con Grazia Negro e Simone»

PESCARA. Fa i conti con Grazia Negro, la poliziotta cacciatrice di mostri che ha appena partorito due belle gemelle, e con Simone, il giovane non vedente, suo ex fidanzato. Torna l’Iguana, il feroce serial killer scappato dall’ospedale psichiatrico dove era detenuto e semina paura.
Ed entra nella storia uno strano tassista che fa riprese Instagram e sul suo taxi ha una scritta in molte lingue con il numero della “Casa delle donne”. Nel nuovo romanzo di Carlo Lucarelli, “Léon”, pubblicato da Einaudi, lo scrittore, nonché sceneggiatore e conduttore televisivo ritorna alle origini, all’amato “Almost Blue” e tra mascherine, no vax, no mask e Green pass, ci porta dentro la paura, il sentimento dominante di questa storia claustrobofica e piena di colpi di scena.
«Erano rimasti aperti alcuni conti. Avevo delle curiosità su Grazia Negro e soprattutto su Simone. Avevo in mente vaghe idee e poi improvvisamente mi è esplosa in testa tutta la storia ed è diventato importante per me scriverla», racconta l’autore nato a Parma il 26 ottobre 1960.
Cosa era rimasto in sospeso con Grazia e Simone? «Fin dall'inizio e nello sviluppo nei romanzi seguenti Grazia aveva un punto interrogativo: che cosa voleva essere: un poliziotto, una cacciatrice di uomini o una madre? Mi interessava un personaggio strano, ossessionato e al limite, come lei, a confronto con qualcosa che è la vita quotidiana. Simone era un po’ sparito, dopo “Almost Blue”, mancava il suo punto di vista che è strano ma non solo perché è non vedente. “Léon” è molto più vicino ad “Almost Blue” degli altri romanzi che ho scritto con Grazia Negro», osserva lo scrittore. «È un ritorno alle origini di cui sono stato contento perché sono saltate fuori delle cose che credevo di avere dimenticato».
Il titolo è preso da una canzone della band dei Melancholia. «La scintilla me la hanno data loro. È una tradizione, come “Almost Blue” era stata vedere Chet Baker che canta la canzone di Elvis Costello. I Melancholia li ho visti a X Factor ed è stata una scoperta per me, questa volta sono stati loro ad accendere la chiavetta».
E lo strano tassista? «È un personaggio incredibile ed esiste veramente. Si chiama Roberto», dice ancora Lucarelli. «Avevo bisogno di un personaggio che fosse come lui, che parlasse su twitter e che conoscesse Bologna. E dopo un po’ mi sono detto perché inventarlo? Prendo direttamente Roberto e ce lo infilo». (lad’i)