Carlotta: «Che bello recitare in dialetto»

La piccola spoltorese De Leonardis è Adriana: «È tutto nuovo e mi diverto tanto»
SPOLTORE. A soli 10 anni già una piccola donna, come lo si diventava presto in campagna, tutta buon senso e ingegno pratico, intraprendente e spiccia: Adriana, la sorellina dell’Arminuta, ce l’aspettavamo proprio così anche al cinema, con la bella faccia intelligente e furba della spoltorese Carlotta De Leonardis, 9 anni, 5ª elementare alla scuola Balbino Del Nunzio di Spoltore. Carlotta è spigliata e saggia come Adriana, a scuola tra le materie preferisce Inglese, Italiano, Educazione motoria, non aveva mai recitato prima, nemmeno in una recita scolastica. Si è avvicinata al casting come a un gioco: «Alla mamma hanno inviato su un social un link in cui si diceva del provino al Mediamuseum di Pescara» racconta. «Ho fatto 4 provini e alla fine mi hanno scelta. All’inizio credevo fosse un gioco, poi man mano che andavo avanti con le prove ho capito che forse avevano scelto me».
Nel film reciti in dialetto, è stato complicato?
«In realtà non è stato difficile perché in casa un po’ lo parlo, ma mi ci sono dovuta abituare anche perché un po’ mi vergognavo davanti a persone nuove che non conoscevo»
Hai fatto amicizia sul set?
«Ho legato tantissimo con Sofia e con Andrea Fuorto, con Giuseppe (il regista, ndc) e Vanessa (Scalera, ndc) e la mia coach Stefania (Rodà)»
Più emozionante la proiezione a Roma o quella del 20 ottobre a Pescara?
«Mi sono più emozionata a Roma al festival, c’erano tantissime persone, applaudivano, è stato bellissimo».
In cosa somigli al tuo personaggio?
«Secondo me somiglio di carattere ad Adriana, è forte, in questo siamo simili».
La Festa del Cinema, gli applausi, essere intervistata, che effetto ti fa?
«È tutto molto divertente, sono contentissima, è tutto nuovo per me, per una bambina avere dei fan è bello, però so che devo stare coi piedi per terra».
Cosa sogni di fare da grande?
«Prima del film non lo sapevo, dopo ho visto che mi piace l’idea di fare l’attrice in futuro. Ma non si sa, può darsi che non succederà, non mi voglio illudere. Prima dovrei studiare, la scuola è più importante». (afu)
