Carrature d’Ore a Valerio Fiori secondo è Samuele Longoverde

27 Marzo 2019

PESCARA. Una riuscita festa del buon cibo la 29ª edizione del Carrature d’Ore, organizzata e condotta dal presidente dell’Associazione Provinciale Cuochi Pescara Narciso Cicchitti e svoltasi a...

PESCARA. Una riuscita festa del buon cibo la 29ª edizione del Carrature d’Ore, organizzata e condotta dal presidente dell’Associazione Provinciale Cuochi Pescara Narciso Cicchitti e svoltasi a PescaraFiere in occasione del Saral Food, preceduta dalla dimostrazione di intaglio thailandese degli specialisti Luca Fattori, Mirko Vinciguerra e Alessio Antico e dai cooking show e le degustazioni offerte dalle Lady Chef.
La giuria stellata presieduta dal giornalista enogastronomico Massimo Di Cintio ha decretato vincitore del premio più ambito, il Carrature d’Ore, Valerio Fiori coadiuvato da Michele Liguori col piatto “La trippa ci casca a fagiuolo” con la seguente motivazione : «Interpretazione contemporanea di un piatto classico, contadino, con cotture diverse ed armoniche che regalano un gusto autentico ed elegante». Il secondo posto, e quindi il Carrature d’Argento, se l’è aggiudicato Samuele Longoverde col piatto “La faraona va al mare” (vincitore anche del Trofeo Unione Cuochi Abruzzesi per l’alta professionalità), mentre il terzo posto, il Carrature di Bronzo, è stato appannaggio di Tiziano Paolini col piatto “Una prospettiva di pizz e foje”.Per quanto riguarda gli altri premi, il Trofeo Angelo De Victoriis Medori per il piatto tradizionale della cucina abruzzese è stato vinto da Davide De Francesco col piatto “Cubo di maialino nero”, il Trofeo Centerba Toro per la preparazione gastronomica che meglio ha valorizzato la stessa è andato a Alberto Di Placido col piatto “Pecora e centerba”, il Trofeo Casal Thaulero per il miglior piatto con abbinamento cibo/vino se l’è aggiudicato Riccardo Cafarelli col piatto “Il Dannunziano” abbinato al Cerasuolo d’Abruzzo della linea Orsetto Oro e il Trofeo “Estetica del piatto” è andato a Giuseppe Scarlato col piatto “La transumangia”.
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