Pescara

“Catartis”, vent’anni di arte contemporanea domani al Massimo

3 Febbraio 2026

Un documentario di immagini tra incontri e materiali inediti. Presente alla proiezione a Pescara il regista Vicentini Orgnani

PESCARA. Vent’anni di arte contemporanea raccontati come in un viaggio immersivo, un attraversamento in compagnia dei protagonisti più significativi della ricerca artistica e dei suoi mutamenti negli ultimi decenni. Da Kosuth a Pistoletto, Kounellis, Carla Accardi, Getulio Alviani, Boetti, Ontani, Jimmie Durham e molti altri. Arriva Catartis - conservare il futuro, il film di Ferdinando Vicentini Orgnani prodotto da 39 Films e Trullove in collaborazione con Zerynthia - Associazione per l’arte contemporanea Odv presieduta dal gallerista di casa in Abruzzo Mario Pieroni, domani al cineteatro Massimo in via Caduta del Forte, alle 20.45. Dopo l’applaudita anteprima al Festival del cinema di Roma il film documentario, di 94 minuti, che dallo scorso ottobre sta uscendo nelle sale accompagnato da una serie di eventi fa tappa anche a Pescara, unica data abruzzese finora schedulata.

Catartis, riassume la sinossi, è un viaggio nel mondo dell’arte contemporanea che raccoglie non solo le testimonianze degli artisti e degli addetti ai lavori, ma mostra un backstage inedito, si potrebbe dire rubato, dall’occhio di un regista che il caso, e poi la necessità, hanno portato a raccogliere con passione. Frammenti preziosi, centinaia di ore di riprese sono state ordinate con una logica che è emersa dal materiale stesso per assonanze e dissonanze, vasi comunicanti tra le maglie di oltre due decenni di incontri programmati e casuali.

I grandi protagonisti dell’arte svelano qualche segreto e mostrano nuovi punti di vista. Ogni artista è portatore di una sua identità unica che nessun altro avrebbe potuto inventare. Dalle complessità dell’arte concettuale con le analisi di Joseph Kosuth all’arte Povera di Michelangelo Pistoletto, Jannis Kounellis e Giulio Paolini. Da Carla Accardi e Getulio Alviani alle rotture degli schemi di Alighiero Boetti, Luigi Ontani, Jimmie Durham. E ancora: Gülsün Karamustafa, Emilia Kabakov, Julio Le Parc, Fabrice Hyber, Lawrence Ferlinghetti, Franz West, Alberto Biasi, Achille Perilli, Marco Tirelli, Domenico Bianchi, Marilù Eustachio, Daniele Puppi, Felice Levini, Renato Mambor, Donatella Spaziani, HH Lim, Ileana Florescu, Luca Patella, Michele Ciacciofera e molti altri.

Ci sono anche due rockstar, Gianna Nannini e Patti Smith, e una colonna sonora originale di Paolo Fresu (Tuk Music) ad accompagnare il percorso visivo. Mentre Chiara Bertola, storica dell’arte e curatrice, direttrice della Gam di Torino, spiega alcuni aspetti fondamentali, tra i quali l’importanza di conservare il futuro, il concetto che dà il titolo al film.

Catartis spiega il regista e sceneggiatore Vicentini Orgnani (Vinodentro 2014) che mercoledì sarà presente in sala, al Massimo «è nato da una dinamica casuale, ma nel tempo è diventata una necessità, che mi ha portato a comprendere un po’ alla volta quelle complicate regole non scritte, necessarie a muoversi nel complesso mondo dell’arte contemporanea. L’arte è sempre contemporanea e conservare il futuro indica la sua prospettiva. La documentazione di oltre vent’anni di incontri con gli artisti ha accompagnato la mia vita, influenzando e modificando il suo corso. Le idee che avevo quando ho iniziato a concepire il film sono state puntualmente superate da altre strade che la combinazione del materiale stesso mi suggeriva. Non riuscivo a trovare il denominatore comune: ogni artista è unico, diverso da tutti gli altri e il collage rischiava di diventare troppo frammentario. L’unica soluzione era raccontare la mia storia accompagnando il pubblico in questo viaggio attraverso un mondo pieno di strane consuetudini, di piccoli segreti, rivalità e sorprese». Direzione della fotografia Renato Favro, montaggio Alessandro Minestrini, musiche Paolo Fresu, prodotto da Alfredo Federico e Simona Banchi, produttore associato Micaela Di Nardo.