Cate Blanchett: «Stare qui mi sembra un miracolo»
ROMA. «Stare qui mi sembra un miracolo». Così in perfetto italiano e con vero entusiasmo ieri Cate Blanchett in conferenza stampa dei presidenti di giuria della 77/ma edizione del Festival di Venezia....
ROMA. «Stare qui mi sembra un miracolo». Così in perfetto italiano e con vero entusiasmo ieri Cate Blanchett in conferenza stampa dei presidenti di giuria della 77/ma edizione del Festival di Venezia. Presenti, oltre all'attrice a capo della giuria di Venezia 77: Roberto Cicutto, Alberto Barbera, Claire Denis (Orizzonti) e Claudio Giovannesi (Opera prima Luigi De Laurentiis). «Questo festival è un esempio di resilienza, di capacità, di voglia di riaprire anche se ovviamente in modo sicuro. Sono qui al Lido», dice l'attrice australiana due volte premio Oscar, «per dare solidarietà ai cineasti che voglio lungamente applaudire. E poi sono felice di essere qui perché negli ultimi mesi ho parlato solo con le mie galline e i miei maiali».
Per quanto riguarda le paure dell'attrice cinquantunenne: «Sono tante, ma dobbiamo essere coraggiosi, bisogna rischiare anche con il rischio di fallire, ma sono convinta che il cinema risorgerà più forte di prima. Siamo appena usciti da una mono cultura dello streaming dobbiamo tornare ad aprire i cinema, le sale». E poi ci tiene a dire la Blanchett: «È vero sono stata anche presidente di giuria a Cannes, ma questa di Venezia è sicuramente un'edizione speciale tanto che mio marito, nonostante gli eventuali pericoli, mi ha detto: “Certo puoi andare”, anche se i miei figli la pensavano diversamente». Sulla scelta del Festival di Berlino di premiare, non più miglior attore e migliore attrice, ma solo la miglior interpretazione al di là del sesso, la Blanchett da sempre pasionaria in quanto a difesa dei diritti delle donne, non sembra troppo entusiasta: «Non credo sia un problema di genere, vale solo la qualità».
