Caterina Bonvicini
Un diamante che attrae e perseguita, che splende del raro rosso del Fancy Vivid Red, ma mostra anche la sua faccia noir. È l'elemento cruciale del thriller psicologico, della storia d'amore che...
Un diamante che attrae e perseguita, che splende del raro rosso del Fancy Vivid Red, ma mostra anche la sua faccia noir. È l'elemento cruciale del thriller psicologico, della storia d'amore che lascia con il fiato sospeso, costruita da Caterina Bonvicini come un ottaedro, che è appunto la struttura cristallina del diamante, in “Fancy Red”, il suo nuovo romanzo, pubblicato da Mondadori (pp 296, € 18), che procede in modo mai scontato. «Un diamante in fondo funziona come la nostra memoria quando siamo innamorati: trattiene la luce, trattiene il calore, trattiene l'energia del momento che viviamo. E di tutta quell'enormità alla fine ci rimanda solo un riverbero distorto» afferma la scrittrice bolognese, che vive tra Roma e Milano, è autrice di numerosi libri tra cui “Penelope per gioco” e “Correva l'anno del nostro amor”, pubblicati in vari Paesi. Filippo, gemmologo per Sotheby's cui non piace possedere i diamanti, ma guardarli, si sveglia in Grecia, in una lussuosa stanza che non riconosce, con a terra il corpo della moglie morta, Ludo, e accanto una ragazza nuda che piange e stringe nella mano sinistra chiusa a pugno il diamante rosso che sua moglie portava al naso come un piercing. Chi ha ucciso Ludo? È stata la ragazza? È stato Filippo che non ricorda nulla? Ma come può aver ucciso la donna che amava, sposata nel giro di sei mesi? La loro storia d'amore, passione e gelosie, viene fuori un po’ alla volta, tra flashback e salti nel tempo, ma sull'immediato è necessario agire. E l'azione del marito e della ragazza sarà assurda come quella notte fatale: decidono di gettare il corpo di Ludo in mare e per tutti sarà annegata durante una nuotata. A far riaprire il caso il Fancy Vivid Red, che dopo 10 mesi ricompare, come un fantasma che mette Filippo davanti a se stesso.

