Cavallari: «Il calore dell’eros e quella gente persa in mare»

5 Novembre 2019

L’attrice incontra il pubblico nella sede del nostro giornale a Pescara e presenta il suo spettacolo “Dialogo di una prostituta con il suo cliente”

«L’eros? Per me è calore». Simona Cavallari risponde così, in modo semplice, a una domanda che nasce anche dallo spettacolo teatrale che porterà in scena, al Quirino di Roma, e poi il 20 aprile al Massimo di Pescara, nell’ambito della rassegna organizzata dalla Baltimora Production, intitolata “Eros & Emozioni”.
Attrice di cinema, televisione e teatro, Simona Cavallari porterà in scena un testo scritto da Dacia Marini negli anni Settanta, “Dialogo di una prostituta con il suo cliente”. Con lei in scena ci sarà Maro Rossetti nel ruolo di un giovane cliente della prostituta.
L’attrice romana ha incontrato il pubblico, ieri pomeriggio a Pescara, nella sede del Centro. L’appuntamento è stato invece disertato per ragioni di ritardo del volo che lo ha portato dall’Ungheria a Roma, da Rocco Siffredi, l’attore ortonese, stella del cinema porno, che, nell’ambito della stessa rassegna, debutterà in scena, il 23 maggio sempre al Massimo di Pescara, in uno spettacolo intitolato "Autentico". Gli altri due spettacoli di “Eros & Emozioni, sono il recital “Vita amorosa” del filosofo Massimo Recalcati, che il 16 aprile, inaugurerà il cartellone traducendo per il palcoscenico la sua omonima, fortunata trasmissione televisiva; e “Dignità autonome di prostituzione” in programma il 7 maggio.
Simona Cavallari ha esordito giovanissima nel mondo dello spettacolo, nel 1982, come interprete, a soli 11 anni, del film televisivo “Colomba” di Giacomo Battiato. Tre anni dopo, era giù sul set di un film diretto da Damiano Damiani, “Pizza Connection”, con il suo primo ruolo da protagonista. Nel 1994 ha partecipato al Festival di Cannes con il film “Il sogno della farfalla” di Marco Bellocchio. Nel 2000 è stata tra i protagonisti della miniserie televisiva di Rai2, “Sospetti”per la regia di Luigi Perelli. Dal 2009 al 2012 è stata protagonista, sempre per Canale 5, della serie “Squadra antimafia - Palermo oggi”.
Fra un film e una serie televisiva, però, Simona Cavallari non ha mai smesso di frequentare i palcoscenici teatrali dove tornerà, anche quest’anno, con questo spettacolo di Dacia Maraini.
«Interpreto il personaggio di una prostituta particolare», racconta, «senza protettore, laureata in Lettere e filosofia, che si confronta con un giovane cliente. In scena è lei a reggere il gioco, facendolo spogliare, mentre in situazioni come queste è la donna che si spoglia. Poi lui si addormenta e il mio personaggio inizia una serie di monologhi sulla sua condizione di sofferenza. Alla fine, è lei che perde, perché, mentre il cliente se ne va via, allegro, cantando, lei resta da sola con la sua solitudine. È un testo coraggioso, questo di Dacia Marini, scritto negli anni Settanta, che lei sta rivedendo proprio in vista di questo spettacolo. Un testo crudo, però mai volgare. Vorrei che non lo vedessero i miei figli maschi (ride, ndr), perché sono gelosi della loro madre. Ed è anche un testo utile per gli uomini perché è una sorta di ammonimento a non sfruttare la debolezza, in un momento in cui la violenza sulle donne è un tema molto forte. È un testo, infine, mai rappresentato in Italia, ma all’estero sì».
Come ha fatto, Simona Cavallari, a entrare nel suo personaggio? «Per personaggi come questo», spiega l’attrice, «mi costruisco interamente una ferita da usare poi in scena. In questo caso ho contatto anche una prostituta, Susanna, quella intervistata recentemente dalle Iene, anche lei senza un protettore. È un tipo di ricerca che faccio di solito per i miei personaggi. L’ho fatto per la poliziotta di “Squadra antimafia”: sono andata in giro con le Volanti, sono andata in carcere, ho imparato ad andare in moto».
«In questo momento in Italia, penso che anche un attore debba schierarsi. Non è tanto un pensiero politico che gli si chiede di esprimere, quanto un messaggio umano. Per esempio, in questo momento, un pensiero sulla questione delle persone abbandonate in mare. Non dimentichiamoci che Claudio Baglioni, solo per aver detto la frase “Rimaniamo umani”, ha rischiato di non fare più il Festival di Sanremo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA