Cento patrioti del comunismo italiano

Nel volume anche l’aquilana Maria Baccante e il celanese Vittorio Cantelmi
ROMA. Chi erano i comunisti italiani? Uomini e donne che, dal dopoguerra ai tempi più recenti, in ogni regione e città d’Italia hanno creduto nell’idea di un Paese libero e democratico, che hanno combattuto per vederla realizzata, pagando spesso con la propria vita. Il volume “Comunisti d’Italia, 100 patrioti rossi che hanno costruito la democrazia”, nuovo nato della collana Phoenomena Trend targata Typimedia editore, racconta la loro storia: partigiani, operai, intellettuali, sindacalisti, madri di famiglia, studenti. Personaggi conosciuti o da scoprire, che il giornalista di “Repubblica” Matteo Pucciarelli ha scelto di ricordare, in collaborazione con Sara Fabrizi, narratrice storica di Typimedia.
Da Umberto Terracini, primo firmatario della Costituzione, all’intellettuale rivoluzionaria Rossana Rossanda, dalla partigiana Tina Merlin al siciliano Pio La Torre, passando per i volti meno noti di chi ha comunque lasciato un segno indelebile nella memoria dei luoghi, come la partigiana aquilana di Bandiera Rossa, Maria Baccante, o il celanese Vittorio Cantelmi grazie al quale si salvarono dal rastrellamento, nel febbraio del 1944, tanti partigiani marsicani.
Una piccola rappresentanza di un universo molto più grande. A un secolo dalla nascita del Pci, un libro che parla di un’epoca e di un modo di concepire la politica, etico e sociale.
«I comunisti italiani meritano di essere ricordati con accuratezza storica e con rispetto, perché la nostra Repubblica democratica deve moltissimo a queste donne e a questi uomini che in molti casi furono pronti a sacrificare tutto per gli ideali che sono il fondamento della Costituzione», commenta Luigi Carletti, presidente di Typimedia.
Il libro è disponibile in libreria, in edicola e sul sito www.typimediaeditore.it.
